Cancian, l’Università di Salerno: la ricerca non si ferma

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L’annuncio arriva dall’Università di Salerno, portare avanti il lavoro legato alla valorizzazione dell’opera di Frank Cancian. Era il 2019 quando veniva firmata la Convenzione tra il laboratorio di Antropologia culturale “Annabella Rossi” del Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Salerno, il Comune di Lacedonia e il MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino fondato e gestito dalla Pro Loco “Gino Chicone” dello stesso centro appenninico della provincia di Avellino, nel segno dello studio e della interpretazione dell’opera e della figura di Frank Cancian. Il 26 novembre scorso la scomparsa del fotografo e antropologo statunitense  “Il ricordo – spiegano gli antropologi del laboratorio Annabella Rossi – è legato ai lunghi mesi di lavoro durante i quali, lo scorso anno, furono ricostruite le vicende storiche e antropologiche che condussero Frank Cancian in Italia, nel 1957”. La ricerca salernitana culminò nella pubblicazione di un saggio apparso sul Vol 8, N. 2 (2019) di Visual Ethnography. Di qui l’impegno a portare avanti la ricerca per onorare la memoria del Prof. Frank Cancian.  A comporre il laboratorio di ricerca Ugo Vuoso, Vincenzo Esposito, Antonio Severino. “Si approfondirà – si legge nella nota dell’Università di Salerno – lo studio della sua opera con rigore scientifico e, grazie alla metodologia antropologica della “fotoelicitazione”, saranno interpretate le sue immagini, la cui memoria verrà restituita, proprio grazie a tale metodologia, alla comunità lacedoniese. Gli avvenimenti locali che videro Cancian dialogare con il paese furono eccezionali, visto il periodo particolare, e costituiscono un ricordo culturale, un patrimonio immateriale, paradigmatico di un’epoca che ha formato la nostra identità di italiani, meridionali e, tuttavia, cittadini del mondo. Di tale prosecuzione della ricerca si parla anche nel volume dedicato a Cancian, pubblicato quest’anno a Roma, in occasione della mostra curata da Francesco Faeta (‘Frank Cancian in prospettiva. Prossime fasi di una ricerca etnografico-visiva. In Un paese del mezzogiorno italiano’, Roma, Postcart Edizioni). Ricorderemo così il prof. Cancian, con il rispetto che merita il suo amore per la disciplina e per quel luogo emblematico del Mezzogiorno che è stato per Lui, ed è per noi, Lacedonia”.