Caos nelle carceri, detenuti trasferiti in Irpinia

0
557

Sono stati trasferiti in altre strutture penitenziarie campane (Avellino, Benevento e Ariano Irpino, dove prosegue  l’astensione facoltativa dalla M.O.S. per solidarietà al personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere) i tre detenuti extracomunitari promotori della rivolta scoppiata ieri al carcere in provincia di Caserta, che ha portato al ferimento di otto agenti della penitenziaria.

I disordini sono avvenuti al reparto “Danubio”, quello in cui sono reclusi, anche in isolamento, una cinquantina di detenuti cosiddetti “problematici” per l’ordinamento carcerario, che si sono resi responsabili cioe’ di intemperanze e violenze dietro le sbarre. Uno dei tre, già nell’altro carcere casertano di Carinola, aveva in passato aggredito almeno cinque agenti, ed era così stato trasferito alla struttura di Santa Maria Capua Vetere.

Sono un centinaio gli agenti in servizio al carcere casertano. E’ ormai stata ricostruita la dinamica della rivolta, scandita da due momenti: il primo nella tarda serata di venerdì, quando due extracomunitari hanno aggredito con violenza i sei agenti che li trasportavano in infermeria, dopo che uno dei due aveva dato fuoco ad un cella.

Ieri mattina invece gli altri detenuti dello stesso reparto, mentre stavano facendo il passeggio (dalle 9 alle 12) hanno aggredito gli agenti presenti, che sono riusciti, grazie ad altri colleghi, ad uscire dal reparto, che è rimasto nelle mani dei detenuti per qualche ora, fin quando non sono arrivati magistrati della Procura (Aggiunto Alessandro Milita) e del Tribunale di Sorveglianza (Marco Puglia) e i vertici del Dap, che hanno mediato con i detenuti convincendoli nel primo pomeriggio a rientrare nelle celle. Nel frattempo i poliziotti si sono rifiutati di entrare nel reparto.