Capossela: Sponzfest, torniamo alle origini dopo le restrizioni del Covid. Così cresce la consapevolezza dei territori

0
410

“Il festival è cambiato negli anni ma abbiamo sempre avuto chiaro il desiderio di non festivalizzare, di non richiudere il pubblico in recinti. Lo Sponz ha sempre voluto essere un’esperienza di incontro, in cui il paesaggio umano e quello naturale interagissero in libertà. Non era certo che questa edizione si facesse ma siamo qui e l’anno prossimo festeggeremo il decennale”. E’ Vinicio Capossela a soffermarsi in un incontro on line sulla decima edizione dello SponzFest, in programma dal 21 al 27 agosto tra Andretta, Calitri e S. Andrea, dedicata quest’anno al rapporto tra coltura e cultura della terra.  “Dopo le restrizioni imposte dalla pandemia, torniamo – spiega Vinicio- allo spirito della festa con confronti e concerti in libertà che abbracceranno anche il centro storico, con le sue grotte, come in un quadro di Escher”. Ricorda come “abbiamo sempre accompagnato alla festa una riflessione su beni comuni, dal treno all’acqua alla terra. Di qui l’idea di una serie di incontri dedicati a un certo modo di intendere l’agricoltura che è anche un modo per gettare semi su un diverso modo di intendere il rapporto con gli altri, su una diversa maniera di stare al mondo. Come già in Emilia, a Sogliano, ci confronteremo con realtà associative e con Andrea Segrà, cercando di mettere in relazione chi pratica quest’attività agricola con i territori”. Sottolinea come “E’ un’esperienza che si rinnova di anno in anno, non c’è niente di istituzionalizzato, non c’è una fondazione, ma c’è un coinvolgimento attivo dei territori. Credo che la cosa più importante sia agire sulla consapevolezza dei territori. La nostra è una realtà perché chi organizza e contribuisce all’organizzazione dello Sponz sono persone che non vivono tutte sui territori ma è importante anche aver generato comunità che non sono legate ai territori ma trasversali. Quando ho visto l’esperienza promossa dal Forum dei giovani con il concerto al Campo delle Madonnelle del “primo maggio in ritardo” ho pensato che qualche seme fosse germogliato”. E sul problema atavico dello spopolamento dei borghi che torna come oggetto di riflessione anche nell’edizione di quest’anno “Non ho un osservatorio privilegiato, abbiamo provato con lo Sponz ad aprire una riflessione sulle possibilità delle aree interne, a partire dall’emergenza climatica. E’ un problema serio su cui si fa una narrazione semplificata. I paesi hanno bisogno innanzitutto di servizi, dall’assistenza sanitaria all’istruzione fino ai trasporti o alla connessione a Internet. C’è bisogno di interventi strutturali a livello nazionale. Oggi c’è, per fortuna, una coscienza diversa che portare a un’inversione di marcia. Penso anche all’agricoltura, che è una grande risorsa di queste terre. Certo, resta il problema degli investimenti che finiscono sempre con l’essere destinati ai centri urbani”. Quindi si sofferma sul programma che culminerà il 27 con il concerto “Tutti in una notte” “Sarà un viaggio nello spirito Sponz, dalle canzoni della cupa alla frontiera Al mio fianco Alessandro “Asso” Stefana, Andrea La Macchia, Giovannangelo de Gennaro, Peppe Leone,  l’uomo tamburo, con il suo Bar Conchiglia, diventato inno del festival, Mikey Kenney, Sol Ruiz e Victor Herrero. E ancora Davide Ambrosio e il suo progetto legato al folclore di terra, la voce straziata e toccata dalla grazia di Edda, l’anima raffinata e artisticamente anarchica di Giovanni Truppi, lo sperimentatore della voce John De Leo, la canzone militante di Mara Redeghieri, Micah P. Hinson e la voce e la chitarra di Pietro Brunello. Ma mi piace sottolineare anche il ritorno di Costantino Cinaski con i suoi poeti rock, la frontiera vera ed evocata con Bobby Solo,  l’omaggio alle musiche dell’assenza, dal rebetiko al tango, con Dimitris Mystakidis, la saudade della voce di Silvania Dos Santos accompagnata dalla chitarra di Giancarlo Bianchetti, la raucedine nortegna di Sol Ruiz”

Il programma

Lo Sponz Fest 2022 si apre domenica 21 agosto a Sant’Andrea di Conza dove nel tardo pomeriggio all’Episcopio, in occasione della decima edizione della Festa del Libro, lo storico Erberto Petoia dialoga con Vinicio Capossela sulla parte dedicata alle “terre dell’osso” in Eclissica (Feltrinelli 2021).

Lunedì 22 agosto, sempre all’Episcopio a Sant’Andrea di Conza, alle 18.30 è la volta di Il suolo ci parla, un dialogo tra il giornalista e scrittore Stefano Liberti, autore di Terra Bruciata, libro in cui racconta le fragilità del nostro Paese di fronte alla crisi ambientale, e il professore del Politecnico di Milano Paolo Pileri, autore di L’intelligenza del suolo in cui spiega perché è indispensabile proteggere la pelle del pianeta e salvare dal cemento l’ecosistema più fragile. Il dialogo sarà accompagnato dalle musiche di Fabio Mina tratte da Il significato delle ali, composizione che vuole celebrare quelle culture antiche, oggi nascoste, isolate, considerate “primitive”, ma che sono in realtà un esempio di consapevolezza, rispetto, forza e libertà.

A seguire ci sarà la proiezione di La Terra (1930) del regista ucraino Aleksandr Dovženko, introdotta da Paolo Speranza, storico del cinema e redattore di “Cinema Sud”. Il film sarà musicato dal vivo da Fabio Mina in collaborazione con Giovannangelo de Gennaro e Peppe Leone. Il centro storico sarà poi travolto dall’irriverente energia balcanica del virtuoso del violino Fabrice Martinez insieme all’Axon Orkestra, mentre nei vicoli del paese risuoneranno il tamburello di Peppe Leone, lo psychedelic cuban blues di Sol Ruiz, i flauti di Giovannangelo de Gennaro, il violino di Mikey Kenney. Verso mezzanotte, Vincenzo Costantino “Cinaski” presenterà la sua ultima fatica letteraria, I (miei) poeti rock, accompagnato dalla chitarra di Victor Herrero. La serata culminerà con il live estroverso e disinvolto, tra testi autoriali e arrangiamenti sbilenchi e mai banali, di Slavi Bravissime Persone.

Si prosegue mercoledì 24 agosto spostandosi ad Andretta, dove alle 18 in piazzetta Cavalier Russo Rita Labruna e Franco Cafazzo presentano Colturiamo, vicende di donne, con le voci narranti di Alessandra Mariani, Antonietta Gnerre, Giovanna Di Paola, Monia Gaita, Rita Labruna, Rosaria Carifan e Teresa Stiso. A seguire il concerto delle Faraualla, Sospiro: dal profondo la natura originaria, la materia primigenia espressa nel canto. Durante la giornata sarà visitabile la casa di Pasquale Stiso, oggi Centro rifugio per donne vittime di violenza. Alle 21.30 in piazza è invece la volta di America promised land, il concerto di una voce che ha fatto la storia della musica nel nostro Paese: Bobby Solo. A introdurlo Cicc’ Bennett, l’ormai leggendario cantante a tenore e tenutario della pensionata Sala Veglioni del paese. A seguire, il live di Micah P. Hinson.

Da giovedì 25 agosto lo Sponz Coultura rientra lì dove tutto è cominciato, a Calitri. Si comincia alle ore 8,30 dalla Fontana dei Provolacchi con una camminata in collaborazione con Irpinia Trekking sul nuovo sentiero, preparato dalla Comunità Montana Alta Irpinia – Calitri, che conduce al Lago delle Canne. Dalle 16 al Cinema Rossini ci saranno poi le proiezioni di Donne di terra di Elisa Flaminia Inno e Due donne al di là della legge di Raffaele Schettino alla presenza degli autori. Nel centro del paese, alla Torre di Nanno, apre anche il “Mercato Genuino Clandestino”, e alle 17.30 Luciano Capossela presenta SC○ultura presso SMAC Scuola Museo Arte Ceramica. Ex Istituto D’Arte Salvatore Scoca. Alle 18 si parte dalla Chiesa di San Bernardino per il primo appuntamento di Paths of freedom / Sentieri di libertà: Mikey Kenney, la sua voce, il suo racconto e il suo irish fiddle saranno le guide in una serie di percorsi a tappe sonore e tematiche in cui musiche e testi sottolineano l’importanza del camminare come espressione umana di libertà e indipendenza, facendo rivivere i racconti passati di confisca di sentieri e quello spirito di Resistenza con cui si è combattuto per riaverli indietro, come sta succedendo ora per la natura e il suo “rewilding”. Sarà anche l’occasione per celebrare la riapertura di due sentieri da parte della comunità montana: un patrimonio da proteggere, di cui sempre più spesso viene la comunità rischia di essere bruscamente privata. Si parte percorrendo lo storico Sentiero della Cùpa. Alle 19 in Piazza della Repubblica – dove terminerà il cammino – è in programma l’incontro Le terre alte. Un progetto al centro dei margini con Luigi Frusciante, professore di Genetica Agraria presso la Facoltà di Agraria dell’Università “Federico II” di Napoli e promotore del corso di laurea in Enologia e Viticultura ad Avellino; Ugo Morelli, docente di Scienze Cognitive Applicate alla vivibilità, al paesaggio e all’ambiente sempre presso la “Federico II”; Peppino Pelullo, agricoltore che si occupa di biodiversità e coordinatore della rete “Terra e a capo” e Mario Salzarulo, coordinatore del programma Forestazione nell’ambito del Progetto pilota per le aree interne irpine. Coordina il giornalista e scrittore Generoso Picone. In Piazzale dell’Immacolata, alle 21.30, è la volta del concerto di una delle protagoniste del panorama cantautorale italiano, dall’anima e dalla voce uniche e potenti: Nada.

Infine, Parole d’altrove. Una notte con le musiche dell’assenza: rebetiko, tango, duende, saudade e rancheras. Musiche che nascono da una separazione, da uno sradicamento, e che per una notte rieccheggieranno e si espanderanno nel cuore di Calitri. Protagonisti la lama del bandoneón da Buenos Aires di Luciano Tobaldi, il duende della chitarra andalusa di Victor Herrero, la liquorosa dalkas del rebetiko per chitarra di Dimitris Mystakidis, la saudade della voce di Silvania Dos Santos accompagnata dalla chitarra di Giancarlo Bianchetti, la raucedine nortegna à la Chavela Vargas di Sol Ruiz, i tanghi transumati all’italiano di Vinicio Capossela. Dopo un primo ritrovo nella piazza dell’Immacolata, le singole musiche d’assenza e i loro interpreti si troveranno a orari diversi nei Luoghi d’altrove, creando un cammino a stazioni nel centro storico del paese: l’Arco degli Zingari, l’area Buccolo, la scalinata che porta alla grotta di Valenzio, la grotta-teatro Grottosky e Piazzetta Berrilli (Piazza dell’Orologio).

Venerdì 26 agosto in mattinata in Località Gagliano prendono il via alle 10.30 i laboratori a cura dell’associazione Terra Masta in collaborazione con “Mercato Genuino Clandestino”, mentre nel pomeriggio, alle 15.30, ci si sposta alla Neviera per il laboratorio “Filosofia agricola” con i filosofi e scrittori Andrea Colamedici e Maura Gancitano di Tlon, scuola di filosofia, casa editrice e libreria teatro da loro ideata. In Località Gagliano, il 26 e 27 agosto, ci sarà anche la mostra sugli sposalizi del fotografo Simone Cecchetti. Alle 17 il secondo dei Paths of freedom / Sentieri di libertà: in questo percorso – in partenza da Località Gagliano – Mikey Kenney sarà accompagnato da Gianluca Cestone e Domenico Nappo. A seguire, alle 19, comincia Gaglianoodstock, una serata di sinergie territoriali realizzata dal Forum Giovani di Calitri. Si comincia con La Semina, con i live di Eko Orchestra, Antonio Guerriero – Uranio Irpino, Makardia, Friestk, Livio e Manfredi, Musicamanovella e Zeketam. La serata ospiterà anche un intervento a cura dei ragazzi di Fridays for Future. A seguire, le danze nell’area Ballodromo de La raccolta – Cionna chi non sponza con A’ Cunvr’sazion e la Banda della Posta, ospiti speciali Vinicio Capossela, Armando Testadiuccello, Canio n’drandola e Giovanni Sicuranza. Ci si sposta poi nell’area campeggio per Il Maggese – campeggio in tenda e suoni notturni.

Sabato 27 agosto in Località Gagliano tornano dalle 10.30 i laboratori di Terra Masta in collaborazione con “Mercato Genuino Clandestino”. Nel pomeriggio, all’ombra del querceto della Neviera, nuovo appuntamento con il laboratorio di “Filosofia agricola” di Andrea Colamedici e Maura Gancitano di Tlon. A seguire il terzo dei Paths of freedom / Sentieri di libertà, che terminerà sulla sommità della collina di Gagliano ai piedi della Trebbiatrice Volante, l’opera simbolo dell’edizione 2015 di Sponz Fest, con l’intervento Dallo spreco allo ius cibi: verso la cittadinanza alimentare dell’agronomo, economista e professore all’Università di Bologna Andrea Segrè. Gran finale dalle ore 21 con ROLLING SPONZ REVIEW – TUTTI IN UNA NOTTE, il concerto del collettivo formato dai musicisti – capitanati da Vinicio Capossela – che da anni sono l’anima del Fest e che durante il concerto trovano anche i loro spazi solistici, come Alessandro “Asso” Stefana, Andrea La Macchia, Giovannangelo de Gennaro, Peppe Leone, Mikey Kenney, Sol Ruiz e Victor Herrero. Un live che si svolge lungo set tematici, in cui le canzoni di Capossela si alternano a quelli della “Rivista”, e lasciano poi il palco agli ospiti speciali della serata: Davide Ambrosio e il suo progetto legato al folclore di terra, la voce straziata e toccata dalla grazia di Edda, l’anima raffinata e artisticamente anarchica di Giovanni Truppi, lo sperimentatore della voce John De Leo, la canzone militante di Mara Redeghieri, l’anima vasta, tormentata e sincera di Micah P. Hinson e la voce e la chitarra di Pietro Brunello. A chiudere la notte del Fest, l’Electro Organic Orchestra, un’esperienza sonora e visiva ottenuta sfruttando gli impulsi dei batteri e degli elementi organici raccolti nei giorni precedenti nelle acque ferme del suolo della collina di Gagliano, fino a quando la luce non porterà il nuovo giorno.