Carcere di Avellino, la Polizia Penitenziaria evita la deflagrazione di bombolette di gas in incendio doloso

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Nella giornata di ieri, trapela la notizia che un detenuto, nella Casa Circondariale di Avellino, ristretto al Reparto Isolamento, ha appiccato un incendio doloso all’interno della propria cella occupata anche da altro detenuto. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. Spiega Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del SAPPE: “Il piromane di origini romane ha creato un vero falò con impiego di lenzuola, coperte, ed altri materiali presenti nella cella, nel fuoco sono state lanciate diverse bombolette di gas. Il fumo acre si diffondeva nel Reparto occupato da circa 15 detenuti in custodia chiusa a vario titolo precauzionale. Grazie al tempestivo intervento di tre colleghi, con l’ausilio di un idrante riuscivano a domare le fiamme, evitando la certa esplosione delle bombolette, che già sfiammavano, ponendo cosi in sicurezza i detenuti e la sezione. Il detenuto autore dell’evento critico, per una protesta di cui non si conoscono le ragioni, ha manifestato una indole violenta e poco incline al rispetto delle regole, tanto che poco tempo fa è stato autore di un aggressione fisica ad un agente operante che aveva contribuito alla scoperta di droga in suo possesso. Il caso specifico che non ha avuto ulteriori gravi danni a cose e persone, grazie al provvidenziale intervento che vi è stato dei colleghi che non curanti dell’imminente pericolo, riapre la questione della pericolosità dell’utilizzo delle bombolette di gas nell’ambiente penitenziario. Il SAPPE Campania esprime il proprio compiacimento al personale che ha gestito l’evento critico con alto senso del dovere. Si chiede alla Direzione e al Comandante del Reparto voler proporre ai colleghi distintisi nel servizio de quo una ricompensa prevista”.

Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, “l’uso delle bombolette che tutti i reclusi legittimamente detengono per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande, come prevede il regolamento penitenziario, deve fare seriamente riflettere sulle modalità di utilizzo e di possesso di questi oggetti nelle celle. Ogni detenuto può disporre di queste bombolette di gas, che però spesso servono o come oggetto atto ad offendere contro i poliziotti, come ‘sballo’ inalandone il gas o come veicolo suicidario. Già da tempo, come primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il SAPPE ha sollecitato i vertici del DAP per rivedere il regolamento penitenziario, al fine di organizzare diversamente l’uso e il possesso delle bombolette di gas”. Capece, che plaude all’intervento degli Agenti del carcere irpino, rinnova l’invito al Guardasigilli Cartabia di trovare una soluzione urgente ai problemi penitenziari campani e italiani.