Caro sindaco, l’informazione non è cosa sua

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Da alcuni giorni cerco di contattare il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, per avere informazioni su alcuni problemi della città. Faccio questo nel rispetto delle regole dell’informazione tra cui è un dovere di chi scrivere ascoltare tutte le parti in causa. Ma il telefono piange. La stessa cosa avviene con chi collabora con questo giornale. E’ la prima volta che, nella mia lunga carriera di operatore dell’informazione in Italia e nel mondo, mi capita di assistere ad un comportamento così quanto meno strano. Capisco che il Ferragosto impegna oltremodo il primo cittadino, tra una festa in piazza con sorriso a 360 gradi, un’apparizione rapida laddove c’è da presenziare per un avvenimento, e per cose anche più amene che fanno bene per scacciare l’angoscia covidiana che pare non voglia uscire dalla nostra vita. Certo sarebbe davvero troppo per noi Avellinesi vedere il sindaco in versione seria davanti al centro per l’autismo di Valle dire la verità su una struttura che invecchia negli anni e ingurgita finanziamenti dopo finanziamenti, ma resta terribilmente chiuso. O, ancora, attraversare con lui in auto il tunnel quando il costruttore D’Agostino, suo sponsor, insieme alle ditte successive decideranno di ultimare i lavori. E se consentite, sapere anche dal primo cittadino le ragioni del silenzio sullo “scippo delle acque” e della malasorte dell’Alto Calore, lui che ha acquisito grande competenza sulla gestione dell’ente di corso Europa per aver svolto un ruolo importante nel recente passato. Sono tanti i luoghi e le vicende che fanno a pugni con l’immagine di una città ferita ormai da anni e il degrado in cui è caduta e, nel contempo, quella della “festa, farina e forca” di antica memoria. Di questo, però, il sindaco Festa non vuole sentirne parlare. Perché il suo pensiero è già proiettato e rivolto al domani prossimo. Vedrete come verso la conclusione della sua gestione amministrativa non avrà più tempo se non per tagliare nastri di inaugurazione per opere incompiute nel tempo. Gli avellinesi, per fortuna non la maggioranza, hanno l’anello al naso e saranno pronti ai fuochi d’artificio dopo l’ennesimo bilancio autotelevisivo con autocelebrazione. Speriamo di no, ma, comunque, va bene anche così. Una cosa non va, invece, bene. Il fatto che egli si arroghi il diritto di dare pagelle a chi fa informazione. Dire, ad esempio, a chi collabora con questo giornale, che con la nostra testata non parla perchè si sente trattato male. Il diritto di critica è un fondamento della democrazia. Informare chi si occupa dei problemi della città per ascoltare anche le difficoltà che si incontrano è un dovere. Glielo avevo insegnato quando Festa giovincello collaborava con Telenostra per seguire il basket. Ma allora conosceva l’umiltà. Noi, comunque, andremo avanti, senza pregiudizi, osservando le regole del buon giornalismo. Senza farci intimidire. Per questo ci vuole ben altro. Altro che improntitudine di presentarsi senza essere invitato.

Gianni Festa