Casamicciola e il fango della malapolitica

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Mentre scrivo i morti sotto la montagna di fango sono otto. La loro tragica mascotte è Giovannigiuseppe, un bambino di 21 giorni, che era nato ad Avellino, alla clinica Malzoni, con sua madre Giovanna, 30 anni, e suo padre, Maurizio, di due anni in più. Altre due famiglie distrutte, di cui una con tre figli di 6, 11 e 15 anni, vite in fiore cancellate dall’anagrafe e dal mondo. Le vittime dovrebbero essere altre quattro, mentre si continua a scavare. Ma solo alla fine della triste rimozione del fango si saprà il bilancio definitivo della tragedia di Casamicciola, della montagna precipitata con il suo carico di morte su tre palazzine e fabbricati circostanti alle cinque di mattina di sabato scorso. E così Ischia che è – al pari delle vicinissime Capri, Procida, Nisida – l’isola per antonomasia dei sogni, dell’amore e della gioia di vivere nella bellezza lussureggiante e dolce del suo paesaggio come sospeso nell’incanto del cielo, del sole e del mare del golfo di Napoli, e del loro magico contatto, diviene l’isola dell’incubo, della morte e della strage di vite giovani o appena sbocciate. Eppure, sarebbe bastata solo meno irresponsabile sottovalutazione da parte del commissario prefettizio di Casamicciola, del prefetto di Napoli e della Protezione civile per sgomberare le zone più a rischio a fronte di una grave allerta meteo. Incredibile a dirsi, proprio a loro Giuseppe Conte, ex sindaco di Casamicciola, aveva inviato il 22 novembre, quattro giorni prima del disastro, una serie di pèc sui gravi pericoli per l’incolumità dei cittadini della sua città a causa dei diluvi in arrivo, Nessuna risposta. Nell’Italia tutta l’abusivismo edilizio e la più selvaggia speculazione la fanno da padrone. Il che la dice lunga sull’op – portunismo elettoralistico e sulla immoralità affaristica degli amministratori locali e dei Parlamenti e dei governi che non hanno mai fatto il loro dovere, legiferando e agendo, per tutelare l’integrità di un territorio nazionale tanto sismico e far costruire in condizioni di sicurezza. A Ischia questo pericoloso malcostume vanta un primato che da brivido. Basti dire che, su 60.000 costruzione, 27.000 sono abusive, cioè quasi una su due. E’ grave che nel 2018 Giuseppe Conte, quando era a capo del governo formato da pentastellati e leghisti, abbia firmato una legge per il condono edilizio su pressione di Luigi Di Maio, mosso da motivi elettoralistici. Per quella schifezza votarono anche i parlamentari di Fratelli d’Italia, mentre i forzisti si astennero perché volevano una legge ancora più permissiva. Ma Conte è solo l’ultimo anello di una storica malapolitca a tutti i livelli istituzionali. Eppure, ancora «eppure », è noto che Ischia ha un territorio franoso, montuoso e sismico, essendo stata prodotta dall’eruzione di un vulcano che si inabissò centomila anni fa. E, poi, come dimenticare il devastante terremoto di Casamicciola che, alle 21,30 del 28 luglio 1883, con una magnitudo del decimo grado della Scala Mercalli e con un movimento sia ondulatorio che sussultorio, diede la morte di pietra a più di 4000 abitanti di quella cittadina e dei comuni limitrofi, ovvero metà della loro popolazione. Tra le vittime ci furono anche i genitori e la sorella Maria di Benedetto Croce, che, in vacanza con la sua famiglia, si salvò per miracolo. Ancora 5 anni fa e un altro forte terremoto estivo a Casamicciola; decine di case distrutte, due morti e decine di feriti. Questi i fatti. “Il resto – dice Amleto – è silenzio“.

di Luigi Anzalone