Caselli agli studenti: “Difendiamo la Costituzione”

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“La Costituzione?Una macchina ben predisposta che ha solo bisogno del vostro impegno e responsabilità come combustibile.” Muove da questo riuscito paragone la lectio tenuta da Gian Carlo Caselli nell’Aula Magna del Convitto Nazionale di Avellino, diretto dalla Prof. ssa Maria Teresa Brigliadoro, alla presenza di dirigenti, docenti ed alunni riuniti per il XIX Convegno Anies dei licei classici europei. “Nel vostro quotidiano impegno a scuola – precisa il magistrato – poggia gia’ le sue radici il vostro futuro, in cui siete chiamati ad essere protagonisti, lontani da ogni forma di indifferenza e, come disse Calamandrei, in ogni articolo della Costituzione dovete vedere il sangue e le lacrime dei tanti giovani che hanno lottato per essa” . Caselli si pone subito come autentico paladino della Costituzione, mirabile documento di sintesi ad opera di 556 uomini diversissimi ma egualmente liberi che seppero lasciare ai posteri principi sempre validi, entro limiti opportuni perche’ non si pervenga mai a quella che de Toqueville chiamava” tirannide della maggioranza”. Non si sottrae alle domande dei ragazzi in merito alla sua attività antimafia ed avverte : ” Attenti che quella che Sciascia chiamava ‘linea della palma’, come ideale condizione ambientale per il proliferare della malavita sta salendo anche a Nord per cui dobbiamo essere coscienti che non e’ facile estirpare un male che cova da tempo nei latifondi gia’ controllati dai gabellieri.” Il magistrato prende poi nettamente le distanze da ogni forma di negazionismo del fenomeno mafioso, ricordando che, purtroppo, solo nel 1982, con il 416 bis la parola ” mafia” entra nel codice penale, sull’onda emotiva del delitto Dalla Chiesa. ” In Italia da troppo tempo arriviamo a risolvere i problemi il giorno dopo tragedie evitabili.Bisogna stare attenti – ammonisce Caselli – a quella zona grigia fatta di legami osceni, etimologicamente fuori dalla scena perché nascosti e immondi tra il malaffare ed attori importanti della finanza, della politica e persino della cultura”. L ‘ esperienza di Caselli come uomo esperto di comunicazione si rivela non solo nel blog che cura ed in cui definisce le parole di tanti politici come ” macigni” di cui diffidare ma anche nella sicurezza con cui denuncia una delle fake news per eccellenza, ossia l’ idea che la mafia da’ lavoro. ” Se è vero – chiosa il magistrato – che l’ economia non è ” farina per ostie” e’ indiscutibile che ogni forma di monopolio e’ un male, se non si volge al vantaggio collettivo”. Caselli chiude il suo intervento ricordando il sacrificio di Peppino Impastato che, con la sua Radio Aut, non ebbe paura di denunciare persino il padre ed efferati clan, in un programma dal titolo ” Onda pazza” che diventa onda emotiva di amore del magistrato che ha a cuore il futuro dei nostri ragazzi. ” Non rinunciate mai – vi prego ad essere liberi perche’ non vi auguro di vivere quel senso di asfissia che blocco’ Calamandrei per 20 anni della sua vita, negli anni del Fascismo. Avete il diritto – dovere di partecipare alla politica”. Non potevano mancare, nel corso della mattinata di studi al Convitto riferimenti diretti al mondo classico grazie alla Prof. ssa Elena Fabbro, docente dell’ Universita’ di Udine , la quale nell’evidenziare contiguita’ tra politica e rappresentazione teatrale ricorda come Euripide ed Aristofane svilupparono tutti i possibili limiti della democrazia di cui si vanto’ Atene, ove non mancarono rischi di affidare scelte politiche ad uomini di scarsa cultura. L’ esigenza di coinvolgere il popolo nelle scelte politiche ricorre anche nella Costituzione del Parlamento europeo come ricirda Claudio Crassati, studioso di politiche internazionali che ricorda: ” Le prossime elezioni europee – spiega Cressati – cadono a 40 anni dalle prime elezioni dirette” Si ricorda cosi’ che gia’ Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ritennero fondamentale la partecipazione popolare ma si scelse di partire con la CECA piu’ concretamente dal carbone e dall’acciao per arrivare fino a Maastricht dove si fece strada piu’ forte il concetto di cittadinanza europee, con diffidenze non casuali della Gran Bretagna, oggi artefice di una Brexit che stenta a decollare . ” Il cammino non è facile – conclude Crassati – anche perche’ siamo ancora troppo legati alla cittadinanza nazionale, eppure, come scrivo in un mio libro, cercando il Friuli…si trova l’ Europa!. ” A dirigenti, docenti e studenti ospiti del Convitto Nazionale – a curare il coordinamento Antonio Caradonna – sono state fornite cosi’ tutte le indicazioni teoriche utili per riflettere su Cittadinanza e costituzione e sull’ attualità del liceo classico europeo. Parte così un ” Hackaton ” sul tema, ossia una maratona in cui si elaboreranno virtuosi percorsi virtuali di programmazione didattica ed integrazione europea, in un contest che avra’ venerdi’ mattina i suoi vincitori”.
Pellegrino Caruso