Centrosinistra, dopo la rinuncia di De Maio è il momento delle scelte coraggiose

Il nome ad effetto, quello che riscuote successo tra le masse dalla prima ora, non c'è e non ci sarà. Quindi, perché non tentare una vera rottura con il passato?

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Arrivata l’ufficialità della rinuncia di Benedetto De Maio alla candidatura a sindaco, il centrosinistra si ritrova a dover ripartire da zero. O quasi.

A differenza degli avversari del centrodestra, al palo sia dal punto di vista della coalizione che della figura da candidare, il Campo Largo esiste ed è riuscito, nonostante le mille difficoltà a delineare un perimetro ben preciso e delle alleanze chiare. E’ stato costruito un programma condiviso da Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Sinistra Italiana, Controvento, SiPuò, Avellino Prende Parte e Italia Viva.

La convergenza sulla figura civica dell’avvocato era arrivata senza indugi – o quasi – da tutte le componenti. Nonostante nessuna esperienza politica pregressa, il professionista aveva già raccolto molti consensi in città essendo una persona stimata e apprezzata da tutti. La sua uscita di scena mette il campo largo davanti a una certezza: trovare un profilo alla pari di De Maio, all’interno della società civile, è un’impresa quasi impossibile.

Oggi più che mai, per il centrosinistra deve aprirsi un dialogo che inglobi anche l’ipotesi di una scelta coraggiosa, di rottura. E questo è il momento giusto. I nomi che stanno circolando sono quelli dei vertici dei vari partiti, da Maurizio Petracca e Enza Ambrosone per il Partito Democratico a Michele Gubitosa per il Movimento Cinque Stelle. Personalità che denotano la volontà di prendersi le responsabilità di quanto accaduto, nonostante la colpa sia addossabile solo alla sfortuna. Ma un profilo nuovo, fresco, magari giovane, gioverebbe a tutta la coalizione. E, soprattutto, di estrazione politica.

Un esempio potrebbe essere rappresentato da Francesco Iandolo di Avellino Prende Parte e consigliere di minoranza nel consiglio comunale avellinese. Figura giovane e con alle spalle anni di attività politica, di volontariato e di impegno sociale.

Il nome ad effetto, che scalda i cuori delle masse alla sola pronuncia, non c’è e non ci sarà. Quindi, perché non tentare una vera rottura con il passato?

Il Campo Largo, oltre all’ambizione di spodestare Gianluca Festa, deve anche prendere in considerazione un’eventuale sconfitta. E, in quel caso, creare una vera opposizione e costruire un percorso fino alle prossime elezioni che si terranno tra cinque anni. Anche questa è una visione politica, troppo spesso sottovalutata.

Nei momenti di difficoltà, a pagare, sono le scelte difficili. Per il centrosinistra è il momento delle decisioni impopolari, ma coraggiose.