Ciao Igor

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AVELLINO- La lunga scia di morti si era fermata. Ma la tregua è durata poco, pochissimo. Neanche il tempo di pensare che ieri poteva essere un altro giorno buono: non è andata così. Il maledetto virus si è portato via il nostro collega Igor Russomanno, e con quella telefonata, se n’è andata anche l’ultima fiammella che teneva accesa la speranza.

Igor Russomanno aveva 64 anni. E’ deceduto ieri pomeriggio, nel reparto di terapia intensiva del Covid Hospital dell’azienda Moscati. Era ricoverato dal 7 aprile, poi trasferito in terapia intensiva dal 20.

Era originario di Caposele, viveva ad Avellino. Era molto conosciuto e apprezzato, per la sua professione di promoter pubblicitario per il Corriere dell’Irpinia e per il Quotidiano del Sud. Un agente pubblicitario con un estro innato, spinto anche dalla sua formazione culturale, avendo conseguito la laurea in architettura. Impegnato in passato nel Partito Umanista, molto calato nella realtà della sua terra, l’Irpinia, altrettanto legato alla sua Caposele, dove tornava ogni volta che poteva, ha saputo essere non solo il procacciatore di contratti, ma spesso anche il cronista dall’occhio attento ai fatti di tutti i giorni.

Il suo ruolo è stato determinante: nei periodi più bui della crisi che ha colpito l’editoria e i settori commerciali, ha sempre camminato al fianco del direttore Gianni Festa e della redazione, nello spirito di sacrificio condiviso, perché il giornale non mancasse mai all’appuntamento mattutino con i lettori. Un lavoro difficile, complicato, estremo, il suo, considerati i tempi, sempre più duri, sempre più chiusi, specie quando si parla di carta stampata. Igor era così: tenace come solo lui sapeva essere, riservato, determinato. Quella sua determinazione lo ha portato ad esserci sempre: in ogni momento di debolezza, Igor c’è sempre stato, per poterci tutti rialzare, ognuno nel suo ruolo.

Le redazioni del Quotidiano del Sud e del Corriere dell’Irpinia sono attraversate da un profondo dolore per la sua scomparsa. Un dolore che ha accompagnato ogni redattore, in queste settimane nelle quali ogni sforzo, fosse stato solo col pensiero, è stato compiuto perché Igor potesse uscire dall’incubo in cui era piombato. Una catena di solidarietà è via via cresciuta, si è allargata, mentre le notizie si rincorrevano, ora positive, ora meno buone. Da un anno e mezzo il nostro giornale dedica ampi spazi alla pandemia. Da un anno e mezzo cerca di raccontare come si sta trasformando questa provincia, come sta cambiando pelle, e come stia perdendo così tante persone. L’Irpinia sta pagando un tributo altissimo, in termini di vite umane. E su queste pagine sono state raccontate tante, purtroppo troppe storie, di persone, anche giovani, che non ce l’hanno fatta a uscire da quei reparti, a staccare quei fili e a respirare a pieni polmoni.

Raccontare della morte di un collega che poi diventa una sorta di fraterno amico è ancora un’altra cosa, e anche questo fa parte del mestiere. Il pensiero va alla sua famiglia, ai suoi fratelli, a Simona Festa, al nostro direttore. Un pensiero grato va ai tanti colleghi delle altre redazioni giornalistiche che in queste ore non stanno facendo mancare il loro affetto. Un pensiero a Igor, alla porta che ha chiuso più di un mese fa andandosene via, lasciando questa redazione che era la sua seconda casa. E nella quale continuerà a vivere, in mezzo a tutti noi.

Gli amici della redazione