Come la luce dell’alba, l’appello di Paolo Siani: è il tempo di essere vigili. Basta con l’indifferenza

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E’ un invito ad essere vigili, a comprendere le opportunità offerte dalla società, senza chiudere gli occhi di fronte ad emergenze e disastri quello lanciato da Paolo Siani, alla guida della Fondazione Giancarlo Siani. L’occasione è offerta dalla presentazione questo pomeriggio al Circolo della stampa di Avellino del romanzo di Pio Krauss “Come la luce dell’alba” (edizioni La Valle del Tempo), moderata da Gianni Colucci e impreziosita dalle letture di Titti Pepi, attrice. E’ l’autore a sottolineare come il romanzo, ambientato nel 1973 e 1974, ripercorra  una stagione centrale nella storia del paese, dall’emergenza colera all’austerity fino alla campagna sul divorzio. “Mentre la città era distratta da altro – spiega Krauss – la campagna di Pianura è andata distrutta, la criminalità ha fatto sentire con forza la sua voce, malgrado la mobilitazione di tanti giovani che avevano preso coscienza della necessità di cambiare la società, di vincere le disuguaglianze.  Di qui la storia di un prete e di un gruppo di giovani che scelgono di stare dalla parte dei contadini di Pianura sfrattati da chi vuole costruire palazzine abusive, fino a compiere scelte difficili. Ciò che mi interessava era raccontare il dilemma morale con cui devono fare i conti questi ragazzi”. E’ Paolo Siani a soffermarsi sull’isolamento di chi ancora oggi cerca di aprire gli occhi ai cittadini, di risvegliarli dal proprio torpore “Un isolamento non diverso da quello con cui ha dovuto fare i conti mio fratello Giancarlo, ucciso per aver detto la verità. Giancarlo raccontava i fatti e cercava di capire cosa c’era dietro un sequestro o un omicidio, di svelare i retroscena di ogni notizia, ecco perchè i suoi articoli innescavano vere bombe e finiva per essere scomodo e ostacolare gli interessi della criminalità. E’ l’isolamento che vive anche oggi chi cerca di smascherare fake news, di chi prova ad accendere i riflettori su ciò che viene taciuto perchè non siamo vittime del sistema”. Centrale nel romanzo il tema dei bambini, a cui i giovani guidati da Padre Sergio cercano di insegnare a leggere e scrivere, portando la scuola nelle periferie “Investire nei bambini è sempre la scelta giusta, contrastare la dispersione scolastica consente di costruire una società migliore. Ma la politica sembra non avere attenzione per i piccoli”. Da tempo Siani porta avanti una battaglia perchè le madri e i figli conviventi di età inferiore ai sei anni non siano recluse “Sono stata a Lauro che è un istituto in cui le madri detenute possono stare con i loro figli ma gli effetti di questa reclusione sui bambini sono terribili, effetti che si avvertono anche a distanza di tempo. Le ho toccate con mano. Ecco perchè bisogna anteporre a tutto il bene del minore”