Commerciante ucciso a martellate, Robert Omo dà segni di squilibrio e viene riportato in cella

Il 24enne nigeriano non ha potuto sostenere l'udienza di stamattina: il processo rinviato al 28 febbraio

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Uccise a martellate il commerciante cinese nel 2022: stamane il 24enne Robert Omo ha dato ancora una volta segni di sofferenza. L’imputato era assente, e già nei minuti precedenti all’udienza aveva causato disturbi che ne hanno impedito la presenza in aula. Si trovava in uno stato di agitazione psicomotoria ed è stato riaccompagnato presso la casa circondariale. L’avvocato Nicola D’Archi, difensore di fiducia dell’imputato, è stato sostituito per l’occasione dall’avvocato Stefania Macchia. Il Pubblico Ministero ha chiesto di acquisire una relazione per comprendere meglio se, allo stato attuale delle cose, sussistano le condizioni per valutare le condizioni psicologiche dell’imputato.

L’avvocato Costantino Sabatino difensore di parte civile a evidenziato che l’imputato è già stato giudicato “capace di intendere e volere “.

L’avvocato Macchia ha ribadito l’evidenza dello stato di alterazione psicomotoria di Robert Omo e, al di là di quanto accaduto oggi, la necessità di una perizia per Omo è assoluta.

Il Tribunale tribunale di Avellino ha stabilito l’acquisizione della relazione sanitaria, nonché la terapia in corso e i relativi effetti su Omo. Il processo è stato rinviato al 28 febbraio. Inoltre, in quell’occasione, ci sarà collegamento da remoto dalla casa circondariale di Bellizzi.

Robert Omo Robert Omo, 24enne nigeriano senza fissa dimora, stava aggirandosi tra gli scaffali del negozio e, giunto nei pressi della cassa, si è trovato davanti Krasimir Petrov Tsankov, 49enne bulgaro. Quest’ultimo era di spalle e, in quel momento, Robert Omo lo avrebbe violentemente colpito. Alla vista di quanto stava accadendo, è intervenuto il 56enne di origini cinesi Yuancheng Gao, titolare dell’esercizio commerciale. Robert Omo, però, che ancora brandiva il martello con cui avrebbe colpito Petrov, avrebbe rivolto la sua aggressività verso il 56enne lasciandolo privo di vita a terra.

Il richiedente asilo nigeriano che il 30 luglio a Monteforte Irpino ha ucciso a martellate un 54enne cinese e ridotto in fin di vita un 49enne bulgaro, era già noto a Malta per aver abusato di un cavallo nel novembre 2020.