Congresso, metà Pd aspetta De Luca. L’area De Caro con Bonaccini

I posizionamenti in vista dell'elezione del segretario nazionale

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Fissate le primarie per  il 19 febbraio, il percorso costituente del Pd può cominciare. Due le candidature per il momento annunciate: Stefano Bonaccini e Paola De Micheli. Altre potrebbero arrivare.
A livello locale, qualcosa si muove, ma è presto per tirare le somme. Tutto dipende da cosa farà il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Fino a questo momento, ha lasciato intendere che potrebbe tentare anche la scalata al Nazareno. In caso contrario, convergere sul presidente dell’Emilia-Romagna, che per il momento è sostenuto da Base Riformista – da Alessandro Alfieri, passando per Luca Lotti fino Lorenzo Guerini.
I punti di vista in comune tra De Luca e Bonaccini ci sono: i due governatori spesso hanno criticato i vertici romani, il centralismo democratico del partito, e si rivolgono a sindaci, consiglieri regionali, amministratori, ai territori, “dove c’è una classe dirigente diffusissima che può e deve essere valorizzata di più”, queste le parole del presidente emiliano.
Poi ci sono i rapporti tra De Luca e Base Riformista, con Piero, il figlio del governatore che simpatizza per gli ex renziani.
Però, ci sono altre indizi che potrebbero far pensare che De Luca sarà protagonista del congresso in prima persona.
Con Bonaccini, infatti, c’è una parte del Pd che sta contro il governatore: da Gennaro Oliviero, presidente del consiglio regionale della Campania, al capogruppo del Pd Mario Casillo, passando per l’ex deputato Lello Topo, fino all’ex parlamentare Umberto Del Basso De Caro.
In particolare, a seguire De Caro saranno i componenti della sua area a via Tagliamento, dal presidente del Pd irpino Gerardo Capodilupo ad Adriana Guerriero e altri della direzione provinciale del partito.
Candidato o no, il Pd irpino seguirà De Luca a ruota: il senatore Enzo De Luca, Rosetta D’Amelio, consigliere delegata dalla giunta regionale alle pari opportunità, il consigliere regionale, Maurizio Petracca, Roberta Santaniello (vicina alla parlamentare Anna Ascani), il segretario del Pd irpino, Nello Pizza.
L’appeal della De Micheli in Irpinia non è comunque da sottovalutare. Non ha fatto mancare la sua presenza in diverse occasioni significative: da ministro alle infrastrutture e ai trasporti, al fianco della lista Pd per le regionali, e ancora in precedenza, nel 2019, quando da vice segretario Pd ha battezzato l’ingresso di Luca Cipriano nel partito. De Micheli è ben vista dei lettiani che qui sono rappresentati tra i tanti da Lello De Stefano.
Elly Schlein, deputata indipendente eletta col Pd e già vice di Bonaccini in Emilia-Romagna, se si candidasse, potrebbe trovare dalla sua Areadem, cioè Dario Franceschini – in questo caso anche il senatore De Luca? – ma pure Nicola Zingaretti, l’area più a sinistra del Pd, Andrea Orlando e Peppe Provenzano, e infine Gianni Cuperlo e Goffredo Bettini – con cui è in sintonia, almeno sul piano culturale, Franco Vittoria. Tifa Schlein, Antonio Gengaro, come ha dichiarato in una intervista al Quotidiano. Il vice segretario, Vittorio Ciarcia, fa parte di Coraggio Pd, guarda all’europarlamentare, Brando Benifei .
Ma tante carte restano ancora coperte. La prima riguarda la scelta Dario Nardella. Si candiderà o no? Se sì, sarà il favorito dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. A Bonaccini, il sindaco di Firenze contende, infatti, l’apprezzamento di tanti amministratori. Alcuni di questi saranno a Roma domenica prossima alla convention ‘Idea Pd’ compreso il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
L’altra incognita viene proprio dal Sud ed è qui che rientra in gioco De Luca. Non è escluso che possa esserci un candidato del Mezzogiorno e si fanno oltre che di De Luca, i nomi di Francesco Boccia, commissario del Pd campano e di Emiliano.