CONSIGLIO Foti perde ancora pezzi: il consigliere Di Iorio passa tra i banchi della minoranza

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Le conseguenze del mini rimpasto a Palazzo di città producono i primi esiti.
Il consigliere in quota Pd, Francesca Di Iorio, da sempre critica con l’operato del sindaco Foti pur facendo parte della truppa di maggioranza, ha deciso ufficialmente di rompere i rapporti con il gruppo e passare tra i banchi della minoranza.
"Pur rimanendo fedele alla mia natura politica, fortemente aderente ai principi del centrosinistra, non posso più sostenare l’azione di questa amministrazione", ha detto in aula, spostanti poi ufficialmente dalla parte destra dell’aula consiliare e del sindaco Foti, dove siedono i consiglieri di minoranza.
Gianluca Festa invece spiega di restare seduto dalla parte della maggioranza perchè sente appartenere al Pd, "partito dal quale- ricorda- non ci cacceranno mai".

Segue la relazione del sindaco, per rilanciare l’attività amminsitrativa a seguito del sesto rimpasto del suo mandato, con l’ingresso in ginta di Bruno Gambardella e Paola Valentino. 

Il testo integrale della relazione:
Consiglieri, assessori, cari concittadini,
ritorniamo in quest’aula dopo due sedute di Consiglio Comunale che hanno segnato profondamente la vita della nostra Istituzione, ma hanno rappresentato anche l’opportunità di avere un confronto serio sui problemi e le prospettive di crescita della nostra amata città.
Sono stato di fronte a un bivio, non per la prima volta nella mia vita, difficile e carico di conseguenze.
Da un lato la fine di un’esperienza esaltante ma anche caratterizzata da un’amarezza  profonda per attacchi che non credo di meritare e che sono andati ben oltre la critica sull’attività dell’Amministrazione da me presieduta e che rappresenta – se costruttiva e sul merito delle questioni – il sale del confronto democratico. La dialettica maggioranza – opposizione secondo il mio punto di vista si deve svolgere nei binari della civiltà e della correttezza, con toni anche aspri ma mai offensivi.
Dall’altro lato il desiderio e la volontà, l’onore e l’orgoglio di mantenere fede ad un patto stretto con i cittadini di Avellino al momento della mia elezione, di portare  fino in fondo il mandato da essi ricevuto per perseguire il bene comune e ridare speranza ad una comunità che vive da tempo, drammaticamente, i problemi di tutte le altre realtà del Sud.
Siamo velleitari o ambiziosi quando riteniamo che l’Ente locale può dare un forte impulso alla crescita e allo sviluppo di una realtà, portarla fuori dalle difficoltà, dalla paura e dalle incertezze sul futuro?
Cosa c’è di peggio della preoccupazione di non poter garantire ai propri figli un avvenire adeguato?
Noi abbiamo corrisposto a questa sfida che riteniamo la nostra missione principale mettendo la nostra città a capo e guida, su di un piano di pari dignità, di un’Area Vasta composta da 34 Comuni che consentirà una programmazione ed un utilizzo dei fondi europei più propriamente rivolto allo sviluppo e alla creazione di posti di lavoro.
Su queste tematiche abbiamo anche tentato di avviare una fase ulteriore che, partendo dai contenuti, potesse consentire una feconda convergenza anche con gruppi e consiglieri collocati all’opposizione. Quindi non la ricerca di equilibri di potere, ma di un metodo nuovo e rinnovato per analizzare le questioni aperte a cui dare soluzione.
Non penso che sia il caso in questa sede e in questo tempo di stabilire colpe o responsabilità per il fallimento di questo tentativo da me avviato e che ha trovato una disponibilità, almeno sul piano delle ipotesi, da parte del Consigliere Preziosi.
In politica nulla di ciò che produce un leale confronto e un sereno dialogo va perduto. Farò tesoro di tutto ciò che ho ascoltato nei giorni scorsi e che ascolterò questa sera.
Abbiamo, in compenso, com’è nella tradizione dei grandi partiti di popolo, recuperato l’unità della rappresentanza del Partito Democratico in quest’Aula che si è assunta in tutte le sue articolazioni la responsabilità di garantirmi appoggio e sostegno per superare gli ostacoli e portare fino al termine naturale  il mio mandato anche per evitare una fase di commissariamento che per questa città e per questo Consiglio sta diventando, purtroppo, la regola e non l’eccezione.
Non ho mai brandito la spada del commissariamentoper influenzare il dibattito e il confronto politico all’interno della maggioranza e con l’opposizione. Ma ora che questo rischio si è allontanato possiamo dire che  è stato scongiurato il pericolo di perdere il treno dei finanziamenti europei per i quali sono fondamentali atti di programmazione che dovranno essere discussi in quest’Aula e che sono propedeutici a qualunque richiesta rivolta alla Regione e all’Europa.
Immaginate un DOS (documento di orientamento strategico) della nostra città e dell’Area Vasta partoriti – se partoriti – in assoluta solitudine da un commissario?
Cosa sarebbe accaduto? 
È per questo che voglio ringraziare tutti coloro, in quest’Aula e fuori da questa Aula, che si sono spesi per  far ritrovare unità e compattezza alle rappresentanze della maggioranza. Una coalizione che ha recuperato l’orgoglio e la tensione ideale del periodo immediatamente successivo alle elezioni e che saprà vincere lo scetticismo pregiudiziale di chi vede in questo Esecutivo un nemico da abbattere.
Sia pure dando atto che c’è stato un intenso lavoro politico per arrivare dove siamo arrivati tengo a sottolineare che  ho ascoltato tutti,  ma che alla fine ho deciso sulla base delle prerogative che la legge riserva ai Primi Cittadini, in autonomia e piena responsabilità, sia per quanto riguarda le riconferme sia le nuove designazioni.  
So che su quanto è successo si sono scatenati commenti e polemiche.
 
Semplicemente si è trattato di una messa a punto della squadra e del programma di governo con riferimento esclusivamente al quadro politico che mi sostiene.
Non mi appassiona la discussione, che ha un fondo di strumentalità evidente,  se siano troppo pochi i cambi. Alla fine è sempre mia la responsabilità complessiva e sempre io dovrò dare conto alla Città e a questo Consiglio dell’azione collegiale dell’Esecutivo.
Voglio ringraziare gli assessori della precedente giunta Marco Cillo ed Elena Tordela per l’utile lavoro svolto. Essi conservano il mio apprezzamento e la mia stima e sono convinto che potranno continuare a dare a questa Amministrazione un utile contributo.
Allo stesso tempo saluto con l’augurio di buon lavoro i neo assessori Paola Valentino e Bruno Gambardella. Ad essi ho affidato settori delicati e strategici – rispettivamente il Patrimonio e la Cultura, con le Politiche giovanili e la Pubblica Istruzione. Sono convinto che faranno bene e meriteranno fino in fondo la fiducia che ho riposto in loro.
Ho ascoltato e letto le definizioni più disparate che hanno impegnato notevolmente esponenti politici e rappresentanti della stampa in relazione alle mie decisioni finali e che illustro a quest’Aula e alla Città.
La politica è sogno ed anche utopia rispetto agli obiettivi ed alle mete da raggiungere, ma ad essa spetta soprattutto il dovere di ispirare l’agire quotidiano.
La mia proposta ha la finalità di raccordare questa duplice dimensione. Null’altro. E quindi rispedisco al mittente le accuse in merito ad accordi di potere e a spartizioni.
Ho fin troppo chiare le opportunità che questa fase ci offre.
La chiusura dei cantieri del PIU Europa ormai è prossima a seguito dell’accordo integrativo che sottoscriverò nei prossimi giorni; presto arriveranno in Aula la convenzione per l’Area Vasta e i DOS della Città, e quello relativo ai 34 Comuni con la nuova programmazione per l’utilizzo in misura efficace dei fondi europei.
Un massiccio intervento a favore delle periferie con il progetto di rigenerazione ad esse dedicato – e che vale 18 milioni di euro – per porre fine ad una situazione di divario eccessivo rispetto alle aree centrali.
Il completamento e l’apertura del Centro per l’autismo che farà della nostra città un punto di riferimento per gli ammalati e le loro famiglie.
La restituzione alla Città dell’Eliseo con tutte le sue attività rivolte prevalentemente, ma non solo, ai giovani.
La Cultura cinematografica (grazie anche alla manifestazione del Laceno d’Oro), teatrale (e qui colgo l’occasione per ringraziare il dott. Feola per il lavoro che sta proficuamente svolgendo in qualità di commissario del Carlo Gesualdo e che ci consentirà, nonostante tutte le criticità riscontrate, di garantire anche per quest’anno la stagione teatrale), la cultura meridionalista (in virtù dell’opera del Centro di Ricerca Guido Dorso) ed universitaria legata al Cirpu, dovranno essere i volani di una ripresa di fervore intellettuale.
Proprio agli intellettuali avellinesi rivolgo l’appello di non far mancare mai il loro contributo di idee e di proposte.
I nuovi indirizzi urbanistici e l’adeguamento del PUC da discutere in maniera approfondita in Consiglio Comunale.
La bonifica e la messa in sicurezza dell’area dell’ex Isochimica, una vera e propria inquietante bomba ecologica, dimenticata ed ignorata per anni e che ha ricevuto un grosso impulso grazie all’impegno di questa Amministrazione e della Regione Campania. E lo smantellamento dei silos e lo smaltimento dei blocchi di cemento ed amianto rappresentano un importante intervento in tale direzione.
L’acquisizione al patrimonio comunale della Dogana per farne uno dei punti di forza del nostro rivalutato Centro Storico, luogo di memoria ma anche di opportunità per tanti Avellinesi.
Una grande attenzione sarà rivolta al rilancio delle attività commerciali che più di altre necessitano di un sistema città che funzioni e che sia attrattivo. Abbiamo deliberato in giunta il regolamento per dar vita alla consulta per il commercio; e sono convinto che sarà approvato in tempi rapidi da questa assemblea. Con questo strumento, infatti, ci sarà un rapporto ancora più forte con le associazioni di categoria.
 
Questi punti non sono un elenco o l’ennesima lista delle cose da fare, ma quelle che riteniamo di poter completare da qui fino alla fine della consiliatura, o che comunque avranno un avvio fondamentale.
Siamo qui non per consumare un rituale, ma per riprendere e continuare un cammino fecondo ed utile.
Non ci faremo vincere dalle difficoltà o dalle provocazioni, sapremo essere all’altezza delle speranze e dei bisogni dei nostri cittadini ed in modo particolare delle fasce più deboli. 
Per questa “impresa” ho necessità di poter contare sul sostegno di tutti i consiglieri della maggioranza e del loro contributo di idee, ma non disdegnerò gli apporti che dovessero venire dai banchi dell’opposizione.
Non ho il dono della verità e dell’infallibilità, ma ho la certezza di mettere al servizio della nostra comunità la miaonestà e trasparenza, la mia ferma determinazione a rendere un servizio, la mia tensione costante a migliorare la nostra città per consentire agli Avellinesi di ritrovare il loro orgoglio e amore verso di essa.
Parafrasando Charles Péguj – “dimmi come tratti il presente e ti dirò che amministratore sei” – aspiriamo nel nostro tempo ad essere capaci di interpretare concretamente attese e bisogni, dare risposte tempestive e complete alle necessità, lasciare un segno rivolto alle generazioni future non per ambizione o vanità, ma esclusivamente per affetto verso Avellino.