Conte e i giochi di potere

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Durerà il governo Conte? E fino a quando? L’aria di buonismo nel clima natalizio ha temporaneamente sospeso le guerriglie interne alla maggioranza. Il fuoco amico sul premier fa registrare una tregua. Fra poco, però, è probabile che divamperanno nuove polemiche. A fomentarle non sarà solo l’opposizione di Matteo Salvini e Giorgia Meloni (Berlusconi veleggia, come al solito) ma anche, e forse soprattutto, quella di Matteo Renzi con la sua fame di posti di potere. Conte fino ad ora si è dimostrato un buon incassatore spostando il ragionamento sul richiamo alla responsabilità per il grave momento che il Paese attraversa. Dietro l’angolo, però, un gruppo di fedelissimi lavora per costruire il suo partito (Con-Te) tessendo le possibili alleanze a partire dai ramoscelli di Centro alcuni dei quali si dichiarano forze autonome senza appartenenza. E’ proba – bile che sui 209 miliardi di euro del Recovery fund e quelli relativi al Mes si registreranno nuove tensioni per la qualità dei progetti di investimento, per il controllo della spesa, per ciò che essi rappresentano: un’occasione storica per la crescita del consenso delle stesse forze politiche. Sarebbe davvero una iattura se le contrapposizioni dovessero vanificare questo primo e sostanziale impegno dell’Europa. Riequilibrio Nord- Sud, investimenti per le nuove tecnologie, difesa dell’ambiente, occupazione giovanile e sostegno alla cultura sono tra gli impegni prioritari della sfida che si ha davanti. Ma non mancano i rischi. Si sa, ad esempio, che la criminalità organizzata ha una diversa velocità rispetto alla sonnolenta e farraginosa burocrazia italiana per cui occorre un controllo rigoroso sulla sicurezza degli investimenti. La vera questione è, però, la politica. Riguarda i partiti e le riforme istituzionali. Soprattutto il superamento della logica dei ricatti per costruire una effettiva stabilità dell’esecutivo. E’ il momento di volare alto. Di coniugare le esigenze del Paese con la certezza del diritto, senza furbizie. Soprattutto senza colpi di testa.

di Gianni Festa