Costruire il bene comune

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Sulla candidatura di Berlusconi alla carica di presidente della Repubblica è stato detto e scritto abbastanza per sottolineare l’indecenza della proposta. Indecenza certamente non per motivazioni ideologiche o politiche, ma per il cinismo dei tanti sedicenti dirigenti del centrodestra italiano, anche per i tempi della loro irresponsabile decisione, quasi in coincidenza con la corale, significativa e commossa partecipazione ai funerali del presidente del parlamento Europeo, David Sassoli. Avverto subito il bisogno interiore, di cristiano e cittadino italiano, di condividere con gli amici lettori del nostro quotidiano, tutta la pregnanza civile e politica di un testimone del cattolicesimo democratico italiano. Testimonianza concreta, continua, esemplare anche in momenti difficili e controversi come quelli attuali. Avverto anche il bisogno di una esigenza spirituale che si alimenta fortemente nel grido del profeta Isaia – riportato dalla prima lettura liturgica della scorsa domenica – (Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenderà come lampada). Credo che questo grido, ancora attuale, provenga non solo dai credenti, sdegnati per il degrado morale e totale della politica italiana di cui, una parte consistente, candida alla massima carica dello Stato il più grande e abile mercante della politica stessa, nel corso degli ultimi venticinque anni. Ebbene credo che sia arrivato il momento che tutti gli italiani non trainati per interessi personali o di gruppo dal carro del potente facciano sentire il loro grido di sdegno. Ma la mia modesta riflessione non intende toccare ulteriormente le corde degli strumenti musicali che hanno accompagnato il bunga bunga di Arcore, ma vuole cogliere lo spirito di autentico servizio politico per la costruzione del bene comune, dell’Italia e dell’Europa di David Sassoli. Il suo agire politico ha trovato permanentemente linfa vitale nei postulati fondativi dell’associazione culturale “Rosa Bianca” fondata da Paolo Giuntella nel 1979 – associa – zione che univa giovani provenienti dall’Azione Cattolica, dalle ACLI, dalla FUCI, e dall’Agesci – per ricordare i dolorosi tentativi di resistenza antinazista di giovani studenti tedeschi che pagarono con la propria vita la loro scelta. Postulati fondativi che promuovevano la povertà del potere, la castità di intenti culturali, sociali e politici, l’obbedienza ai bisogni reali dei poveri. Tante le iniziative concrete per far fronte al deficit culturale e politico, ancora deleteriamente presente, dalle Scuole di formazione per l’impegno sociale e politico, ai seminari di spiritualità sulla radicalità evangelica, alle iniziative a livello territoriale a sostegno dell’impegno civile e della partecipazione democratica. Questo panorama di rinascita solidale della nostra comunità nazionale ed europea, alimenti le speranze dei nostri giovani – non casualmente testimoni ai funerali di Sassoli – per assicurare alla nostra cara Italia la nobiltà della sua immagine nel mondo sostenuta dalla sua storia e dalle testimonianze esemplari di tanti grandi italiani, come David Sassoli.

di Gerardo Salvatore