Da Flumeri fronte comune per salvare lo stabilimento IIA

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Valle Ufita. Sindaci e amministratori locali, da ieri pomeriggio, accompagneranno la lotta degli operai di Industria Italiana Autobus ed insieme saranno una unica voce per richiedere che, lo stabilimento flumerese, resti da queste parti e continui ad essere l’unico, insieme a quello di Bologna, dove si costruiscono gli autobus per il trasporto pubblico.
In attesa di venerdì  mattina, quando tute blu e sindacati saranno a manifestare sotto le finestre del ministero del Mimit, tra oggi, domani e giovedì si succederanno riunioni di consigli comunali, il consiglio provinciale che doveva tenersi proprio all’interno dello stabilimento, ma per il quale l’azienda non ha più dato la disponibilità. Prima di quello di Grottaminarda, si sono riuniti infatti a Flumeri, un incontro tra forze politiche, sindacati e società civile, alle ore 17, presso la suggestiva cornice della Dogana Aragonese per discutere di un solo ordine del giorno: Industria Italiana Autobus. La vertenza ex Irisbus è giunta ad ulna fase cruciale ed importante per il futuro dell’azienda e, ovviamente, di chi ci lavora. E stavolta è davvero giunto il momento di fare fronte comune. Per evitare che, la fabbrica, possa smantellare. Le sensazioni al riguardo non sono tanto ottimistiche, nonostante la tenacia con cui la stanno affrontando operai e sindacati.

E oggi si stanno facendo le prove di intesa e fronte comune. A fare gli onori di casa, ovviamente, il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza, che ha ricordato che”lo sviluppo passa da queste parti”. Lanza, che la settimana scorsa è stato ospite al Forum del “Corriere dell’Irpinia” sul polo logistico di insieme Ufita, è convinto che bisogna camminare tutti insieme. E che la politica deve ritrovare quella unità di intenti”che potrebbe essere la vera forza trainante, con i lavoratori e i sindacati”. Per raggiungere un”obiettivo comune”. La strada è in salita, ce la possiamo fare”. Anche perché le notizie che farebbero ben sperare giungono dall’Emilia: una cordata formata da due gruppi industriali, Gruppioni e Stirpe, sarebbe pronta a rilevare la Bredamenarini di Bologna. Ed hanno, quindi, espresso una manifestazione di interesse.

Lo scrive Alessandra Testa del”Corriere di Bologna”. Sarebbe, se si vuole stare al passo con l’efficientamento
del sistema elettrico e a idrogĺĺeno”la vera sfida per il nostro Paese”. Il piano industriale non è ancora noto ma lo sarà quando il ministro Urso convocherà ufficialmente un tavolo di discussione. Insieme i sindacati provinciali spingono perché venga subito fermato il preaccordo stipulato tra Leonardo, socio pubblico di maggioranza, e il gruppo Seri dei fratelli casertani Civitillo. Per i 368 addetti di valle Ufita e i 132 di Bologna, 500 in tutto, è probabile che si sia arrivati alle battute finali. Nel senso che, quello casertano,”non è molto affidabile”. Lo hanno detto alla Dogana Aragonese, così anche i sindacati. E lo ribadiranno ancora domani sera, alle 18.30, a palazzo Portoghesi. La Fiom provinciale ha chiesto che”il ministero scopra le carte e parli chiaro”.

Giuseppe Zaolino, segretario provinciale della Fismic, ribadisce intanto che tutto il sindacato”non cambia posizione. Chiederemo a tutti gli amministratori locali e provinciali di aderire ad un documento in cui si parla di IIA patrimonio dell’Italia, che deve restare in mano pubblica, con la presenza di Leonardo come socio industriale. Questa è la nostra battaglia per garantire Bologna e Flumeri. Non può che essere questo il primo tempo di una partita da giocare, la strategia da seguire”. Ma il segretario Fismic è stato ancora più chiaro:”Devono essere individuate le responsabilità, ed evidenziate, di chi ha cambiato tre amministratori delegati, con un insuccesso dietro l’altro”.

Per Zaolino “tutto il gruppo dirigente dal 2019 ad oggi”. Un indebitamento per 120 milioni di euro.”Hanno dimostrato incapacità e messo in crisi una società. Non possiamo pagare per colpe di altri, i milioni buttati non li posso pagare gli operai di Flumeri e Bologna”. I sindacati non escludono una denuncia, alla Corte dei Conti,”per tutti questi sprechi e disagi-continua Zaolino”.

Gaetano Altieri, segretario provinciale della Uilm, ritiene che vada fatto “fronte comune da parte di tutti. Ci vuole una presa di posizione bipartisan da parte anche della politica. Si abbandonino, dunque, i colori politici perché dobbiamo tutti lavorare per raggiungere un obiettivo comune: quello di rilanciare questa presenza industriale nella nostra Irpinia”.

Per Altieri,Industria Italiana Autobus, è “strategica e importante per cui è giusto  e doveroso camminare tutti insieme”. E, infine, rinnova l’appello a politici, ed istituzioni, di  continuare la lotta per mantenere lo stabilimento in valle Ufita”.

Giancarlo Vitale