Dalle storie del terremoto alla violenza di genere, l’appello di Cuccodoro: serve il coraggio di scegliere da che parte stare

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Non c’ e’ anniversario di terremoto dell’ Irpinia senza che riecheggi alto quel monito di Sandro Pertini del novembre 1980 a ” fare presto” , al di la’ di intoppi burocratici per portare sollievo a popolazioni stremate da quell’improvviso moto della terra che in 90 secondi spezzò o altero’ tante vite. A 43 anni dall” evento occorre ancora individuare e recuperare la forza necessaria a vincere i silenzi dell’indifferenza e del pressapochismo che vede ancora incomplete le ricostruzioni tanto degli edifici quanto degli animi umani ancora frustrati, dinanzi a situazioni che meritano soluzioni, ove, come ribadì il compianto Presidente, “non c’ entra la politica ma la solidarietà umana”.

E’ nato da questo comune sentire l’incontro di lunedi 20 novembre, presso il Caffe’ Plaza di Avellino, voluto e moderato dalla Prof ssa Antonella Prudente che, insieme a Fiore Carullo, ha accolto il noto costituzionalista Enrico Cuccodoro, gia’ docente dell’ università del Salento sempre pronto a girare per l’ Italia e non solo per trasferire la memoria di Sandro e Carla Pertini.” Amo definirli ” impertinenti” nel saggio da me curato- chiarisce il Prof.- perché seppero andare spesso oltre l’ etichetta puramente formale, sempre pronti a dialogare con i giovani”.E d a giovani studenti del Convitto Nazionale “Pietro Colletta” aspiranti giornalisti e letterati a scuola, si era già rivolto lo stesso Cuccodoro in un incontro dello scorso maggio presso il Carcere Borbonico, intervistato dalla stessa Prudente con il Prof. Pellegrino Caruso e l’ Avv .Massimo Passaro.” I Km da percorrere spesso sono tanti – chiarisce Cuccodoro- ma non posso sottrarmi a difendere la memoria di Pertini e della sua consorte.”

Al Caffe’ Plaza sono cosi rievocate le tante storie del terremoto irpino, con vite interrotte o miracolosamente salvate per puro destino. Tutti i relatori rievocano così ricordi personali dai quali deriva la necessità di riflettere ieri come oggi sulle fragilità del territorio come delle persone. Non a caso l’ insegnante Nilde Santoli chiarisce “Prima si agiva con il supporto deciso e congiunto di scuola, famiglia e Chiesa, oggi avanza tanto relativismo.”

Il pensiero dei relatori va, dunque, ai tanti vuoti istituzionali ed educativi che vedono coinvolti docenti, psicologi ed intellettuali. Se la Prudente chiarisce di avere spesso coinvolto in attività extrascolastiche tanti alunni con l’ ausilio delle loro famiglie il Prof.Caruso chiarisce: “Il vero insegnante già sa come ‘lasciare il segno’ nella formazione umana e culturale dei propri alunni. Occorre, però, sempre adoperarsi per rendere il sapere aderente alla vita, come voleva Francesco De Sanctis.”Il Prof. cita, così, gli studi di Eva Cantarella, la quale in un opuscolo di qualche anno fa parlo’ della civilta’ classica come di un ” passato prossimo” in cui sono tante le tracce del presente.” Basti pensare – chiosa Caruso – a Tacita Muta, divinità femminile a cui imposto il silenzio, mentre Aius Locutus e’ simbolo dell’uomo che impone pensieri e parole”.

Il pensiero va, dunque, alla giovane Giulia Cecchettin, costretta a tacere per sempre dal fidanzato violento “Il vero problema – sottolinea l’ Avvocato Massimo Passaro che a giorni relazionera’ sul tema per conto del Parlamento Europeo- e’ che lo stalker è sempre più veloce della giustizia, che tarda a frenare il malintenzionato.”

Le motivazioni per cedere allo scoraggiamento sarebbero tante ma il Prof. Cuccodoro propone un trinomio di coraggio, motivazione ed emozione.” Serve il coraggio – chiarisce il professire – di indicare da che parte stare, con l’intento di tradurre in azioni pensieri che siano aderenti a valori, senza rinunciare a vivere e trasmettere emozioni.”L’ incontro tra i convenuti che la Prudente ama definire ” amici della cultura” si apre al confronto con il pubblico presente, in cui si distinguono gli interventi della psicologa Gloria di Rienzo, di Annamaria Picillo, presidente di ” Avellino letteraria” e del notaio Edgardo Pesiri, tutti concordi nel ritenere che solo con una sapiente sinergia dei vari attori sociali, si può davvero costruire dalle fondamenta l’ Irpinia e l’ intera società perché l’ignoranza e l’egoismo dividono, mentre la cultura unisce ed induce a soluzioni condivise per problemi comuni.