Dare risposte ai giovani per arginare il fascismo, il confronto promosso dalla Cgil

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Dare risposte ai giovani è l’unica strada per arginare il fascismo. A ribadirlo Lara Ghiglionee Vanessa Isoppo nel corso del confronto promosso dalla Cgil, dedicato al volume da loro curato “Se il fascismo va di moda. L’estremismo di destra e i giovani”, Futura edizioni. “Le ragioni della fascinazione che il fascismo esercita sui giovani – spiega Gaglione, coordinatrice della segreteria regionale e responsabile politiche di genere Cgil nazionale – sono molteplici. E’ chiaro che lì dove mancano risposte sociali e percorsi che possano garantire un futuro ai giovani, più forte è la capacità dei gruppi di estrema destra di fare proseliti. Queste formazioni neofasciste cercano di offrire, a modo loro, delle risposte ai bisogni sociali, rafforzando il senso di appartenenza dei giovani a un gruppo, facendoli sentire parte di un progetto importante a partire da quegli strumenti che ai giovani piacciono, dallo sport alla musica al tempo libero” .
E’ la psicoterapeuta Vanessa Isoppo a chiarire come “queste formazioni neofasciste affascinano anche per la carica di violenza che propagandano, perchè la violenza è il linguaggio a cui sono abituati i nativi digitali, basti pensare ai videogame che innescano un processo di deresponsabilizzazione, alla facilità con cui si arriva all’atto violento. Accade così che la violenza non venga percepita in tutta la sua gravità ma venga sdoganata. Del resto, proprio la violenza, a partire da quella verbale, è la cifra del messaggio fascista che conquista a prescindere dal contenuto”. E sugli strumenti per fermare la diffusione di questo fenomeno “La risposta – prosegue Ghiglione – è nelle ragioni stesse del successo del fascismo tra i giovani. Assistiamo ad una fuga continua di laureati, costretti a svolgere lavori che nulla hanno a che vedere con i loro sogni. Le formazioni neofasciste sono gruppi antisistema che canalizzano la rabbia verso obiettivi sbagliati ma rispondono a dei bisogni reali. Il meccanismo è semplice. Di fronte a un paese che non risponde ai bisogni intervengono loro con la loro proposta di una società nuova. E’ evidente che tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, un impegno che non può che partire dalle periferie, in cui i giovani sono maggiormente abbandonati a loro stessi. E’ vero che il sistema non dà risposte alle richieste dei giovani ma tutto dipende dall’impegno che ciascuno di noi mette per cambiare le cose, per difendere i diritti di tutti. Il fascismo rappresenta in maniera paradossale la risposta sbagliata ad una domanda giusta. La stessa sinistra oggi fa fatica a conquistare credibilità, appare a tanti, a partire dai giovani, un vecchio arnese che non risponde più alle esigenze della società. Il lavoro e i bisogni sociali devono tornare ad essere al centro dell’impegno della sinistra”. A confrontarsi con le autrici Italia D’Acierno, Daniela Esposito, il segretario provinciale Franco Fiordellisi e Anna Boccuti dell’Uds.