Ddl Zan, la battaglia per i diritti non si ferma, associazioni in piazza

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Sono scesi in piazza contro la bocciatura del ddlZan,  bloccata in Senato durante la seduta del 27 ottobre. “Una legge – spiega Antonio De Padova dell’associazione Apple Pia – che lascia il nostro bel paese di molti passi indietro rispetto ad altri Paesi europei. Un ulteriore blocco nel cammino verso la civiltà, salutato dai senatori come un goal allo stadio. Era fondamentale  avere nero su bianco il riconoscimento dell’ omo-lesbo-bi-transfobia e la discriminazione basata sul genere o sull’abilismo. Le tutele di oggi non sono applicabili a questo tipo di violenza, essere picchiati per strada per un qualunque motivo non equivale a essere picchiati perché gay o lesbiche. Purtroppo continuiamo ad essere considerati cittadini di serie B e siamo stanchi di elemosinare diritti. Vogliamo semplicemente che nessuno debba sentirsi sbagliato, che ciascuno possa essere sè stesso senza timore di sentirsi sbagliato”. Tante le testimonianze lette nel corso della manifestazione per ribadire come “Siamo tra i pochissimi paesi che non hanno esteso i crimini d’odio all’omo, lesbo, bi, transfobia. E’ evidente che i senatori che hanno applaudito alla bocciatura del decreto sono i mandanti morali delle aggressioni”. Nancy Palladino sottolinea come “E’ stata una sconfitta per la società, che è, per fortuna, più avanti della politica. Il ddl Zan avrebbe almeno garantito la certezza della pena a chi insulta, offende, aggredisce uomini e donne, a causa del loro orientamento sessuale”. A sostenere la mobilitazione anche la Cgil Avellino, guidata da Franco Fiordellisi.