De Luca: da questo governo insulto al Sud. E a Piantedosi: non ha mosso un dito

Il presidente della Regione Campania: non arretreremo di un millimetro

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Si augura che gli argomenti sollevati (autonomia differenziata, fondi di coesione bloccati) vengano affrontati e trovino una discussione di merito, per le imprese, per i disoccupati, per tutto quanto programmato. “Viva il Sud, viva Napoli, viva la Campania”: Vincenzo De Luca, presidente della Regione, ha evidenti difficoltà a parlare, ma tra ripetuti colpi di tosse e voce roca, incita alla dignità del Sud, della Campania, ribadisce lo scontro aperto con il governo, e prepara la platea ad una “campagna di mistificazione, una lunga battaglia, una ondata di notizie false, di cialtronerie. Una tecnica antica…Noi non arretreremo di un millimetro, e ribadisco come ho detto al funzionario che non voleva farci passare (forze di polizia abbandonate a se stesse), la prossima volta mi devi solo sparare in testa”.

Al teatro Sannazzaro di Napoli De Luca ripercorre le fasi salienti della tesissima giornata di ieri a Roma con i sindaci della Campania. Ringrazia il prefetto di Roma, non il ministro Piantedosi, “nostro conterraneo, che non ha mosso un dito per la Campania, e in quella difficilissima situazione”. Portoni chiusi, cortei fermati dalla Polizia, “un anno e mezzo di perdita di tempo, un insulto al Sud da parte di questo governo, un insulto alla Campania, un insulto ai sindaci, a voi del mondo della cultura, che vedete a rischio la programmazione”.

Si pone “un problema democratico”, avverte De Luca, “quando si monopolizzano le risorse per ricattare i cittadini”.