De Luca la politica e il potere

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Con una delibera adottata il 14 agosto, in pieno ferragosto, con la gente al mare o in montagna, il governatore della Campania, De Luca ha aumentato gli stipendi dei dirigenti sanitari dai 15.000 ai 30.000 euro. Lo ha fatto in estate quando l’attenzione della gente verso la politica è più distratta e le notizie politiche sui giornali durano appena qualche giorno, sostituite da fatti più eclatanti come è appunto avvenuto per la strage terrorista di Barcellona e l’attentato in Finlandia.

Non si può dire che il governatore De Luca, che fa politica da quando aveva i calzoni corti, come sindacalista prima, come sindaco di Salerno per molti anni dopo e come deputato al Parlamento ed ora Governatore della Campania, sia un ingenuo né tanto meno uno sprovveduto e che non avesse messo nel conto polemiche e proteste, seppur attutite dall’apatia generale di questo scorcio d’estate quando, in genere, si fanno i blitz. Esercitato nella gestione del potere, né è rimasto coinvolto fino al collo, nella presunzione che tutto gli sia lecito per la debolezza dei suoi avversari, interni al suo stesso partito e dell’opposizione, sia del M5S che di F.I: verso i quali non nasconde di nutrire stima alcuna e disprezza la stampa con atteggiamenti arroganti, propri del suo carattere. di. Ha assunto direttamente una quantità di deleghe e, dopo un braccio di ferro con il governo e il ministro Lorenzini, ha strappato anche la nomina a Commissario della sanità, con l’aiuto di Renzi, suo attuale referente. In tale veste ha nominato i vertici delle Asl e degli ospedali con la promessa che in un anno la sanità della Campania sarebbe divenuta tra le migliori d’Italia, altrimenti li avrebbe cacciati. Invece nessun miglioramento è in vista e la Campania resta la regione con i livelli di assistenza tra i peggiori d’Italia, dove l’aspettativa di vita è di due anni e due mesi al di sotto della media nazionale, dove si registra la più bassa spesa privata (meno della metà della media nazionale) e dove si pagano le tasse più alte per i peggiori servizi. “Sono ricomparse le barelle, nei corridoi dell’ospedale Cardarelli, come pubblica il Sole 24 ore, ed è di ieri la notizia di un giovane di 23 anni morto all’Ospedale Loreto mare, ricoverato in codice rosso, dopo quattro ore di inutile attesa e la corruzione non sembra debellata nonostante le molte inchieste della magistratura. In questa situazione, in presenza di bilanci fuori controllo e nel mentre gli stipendi dei medici ospedalieri sono fermi da dieci anni e vi sono infermieri che prendono meno di mille euro al mese, e norme nazionali impongono di diminuire la spesa pubblica e si intaccano l’assistenza sanitarie e le pensioni, aumentare gli stipendi dei dirigenti, senza confrontarsi con nessuno è apparsa una mossa di tracotanza di potere. I dirigenti sono stati nominati direttamente dal governatore, per un rapporto di “fiducia” senza alcun concorso né attingendo a graduatorie di merito o a terne, conoscendo le regole d’ingaggio De Luca dice che è un atto dovuto e che gli aumenti saranno compensati da “forme di partecipazione alternativa alla spesa sanitaria” che con linguaggio non politichese significa da prelievi sui cittadini campani, cioè dalle tasse. I giornali scrivono, invece, che i dirigenti sanitari campani sono tra i meglio pagati in campo nazionale. Appena qualche mese fa è passata in Consiglio regionale la decisione della rinuncia volontaria ai vitalizi sui quali la battaglia per la loro abolizione va avanti da anni. E’ come dire all’impiccato di scegliersi la corda e l’albero a cui appenderla: una mossa furbesca ed arrogante. C’è da dire che l’ex governatore Caldoro, allarmato dai conti fuori controllo del bilancio regionale, aveva ridotto la spesa pubblica diminuendo del 20% tutti gli stipendi dei dirigenti. Si dice che per i dirigenti vale la teoria aziendalistica per cui vanno valutati i meriti e pagati secondo le leggi di mercato. Il problema è che i risultati non si vedono e, finora, tutti hanno preso i premi legati ai risultati solo perché valutati con regole interne e non in maniera oggettiva da istituti specializzati ed autonomi. Forza Italia chiede la revoca della delibera; il M5S vuole che sia convocata una seduta del consiglio regionale monotematica per la verifica dei risultati ottenuti in quest’ultimo anno. Il governatore continua nella sua strada sicuro di sé e rispondendo più ai poteri forti che ai cittadini.

Nino Lanzetta (edito dal Quotidiano del Sud)