“Dietro al silenzio del Centro Autismo si nasconde l’incapacità politica” (Sara Zeccardo, Sinistra Italiana)

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Sara Zeccardo, componente esecutivo Sinistra Italiana, Resp. Irpinia sociale

L’otto aprile veniva inaugurato al primo piano dell’ospedale Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi il nuovo centro per l’autismo, alla presenza dell’orgogliosissimo Presidente della Regione e di Maria Morgante, direttore generale dell’Asl di Avellino. Presenti anche in quella occasione i consiglieri regionali e sindaci, e il primo cittadino di Avellino, Gianluca Festa.
Eppure ad Avellino il centro per l’autismo, realizzato da quindici anni, aspetta ancora di essere attivato.

Due anni fa, i genitori di ragazzi affetti da sindrome dello spettro autistico, componenti dell’associazione IncontrAutismo, ripresentarono per l’ennesima volta le loro richieste, invocando la ripresa del tavolo tecnico con un dialogo di concertazione con Asl e varie associazioni sul territorio per continuare sul fronte di una certa progettualità ed avere interventi diretti sui loro figli. Un dialogo che andava accelerato e concretamente ripreso, perché i tempi della burocrazia non combaciano con quelli urgenti di cui necessitano ragazzi e ragazze, genitori e famiglie. Le rassicurazioni negli anni sono state tante, intanto questi ragazzi crescono e l’autismo per loro, purtroppo, è una strada tutta in salita.

Il centro per l’Autismo di Valle, secondo i proclami, avrebbe dovuto essere una struttura auspicata per anni da centinaia di genitori. Invece è vuota e silenziosa, il simbolo forse di un’ incapacità politica e di anni ed anni di campagne elettorali poco oneste e promesse colme di ipocrisia. Un’opera la cui consegna, un miraggio da un ventennio, sembrava un fatto compiuto nel luglio 2019, quando la ditta incaricata dei lavori dichiarò concluso l’intervento, mancando all’epoca, a detta di molti, solo l’allaccio delle utenze e gli ultimi controlli di sicurezza. Da allora però, il destino della struttura socio-sanitaria di Valle è finito di nuovo nel dimenticatoio, tornando in voga solo in occasione dell’apertura dell’analoga struttura a Sant’Angelo dei Lombardi. L’otto aprile infatti, sia il manager dell’Asl, Maria Morgante che il sindaco di Avellino, Gianluca Festa hanno parlato di un imminente sopralluogo a Valle per verificare lo stato dell’arte. Ma è evidente a tutti che i danni dell’incuria e del tempo passato, sono visibili già all’esterno della struttura, con le pareti tinteggiati di blu (il colore simbolo dell’autismo) sbiadite e piene di infiltrazioni d’acqua. C’è bisogno di chiarezza , per capire di quali e quanti interventi necessita l’interno della struttura e, soprattutto, di una stima economica.

Basta guardare la struttura per assistere allo spettacolo dell’incapacità politica di questi anni: crollano parti della facciata, c’è umidità dappertutto. Andava pensato uno spazio verde, con laboratori, attività quotidiane ed invece non si è mai compreso che tipo di centro è stato realizzato sulla carta, né tantomeno c’è una formazione in atto su un personale specializzato, nonostante i ragazzi affetti da autismo necessitino di trattamenti su misura, personalizzati in base alla forma che esso assume. Per molte categorie, peraltro, come gli over 12 non esiste alcuna forma di assistenza.

E’ chiaro che occorre una scelta netta da parte del Comune di Avellino, perché quando si parla di autismo non si parla solo di sanità ma di sociale. E quando si parla di sociale si parla di piano di zona, lo strumento fondamentale per costruire il sistema integrato di interventi e dei servizi sociali, un sistema che appunto dovrebbe mettere in relazione i soggetti operanti sul territorio, per rendere i servizi adeguati ai bisogni della popolazione . Tutto questo può realizzarsi solo con un intervento a più braccia e con la collaborazione fra Comune, Asl e le associazioni delle famiglie nella programmazione delle attività del Centro. E’ quantomeno doveroso fare chiarezza sul destino di quella struttura, su quale scopo le si vuole conferire, per evitare che si trasformi esclusivamente in un polo sanitario. Affinché essa, invece, diventi un luogo in cui finalmente assicurare a quei bambini e ragazzi la giusta assistenza, accompagnata da attività, competenze e trattamenti adeguati e specifici.

Di Sara Zeccardo, componente esecutivo Sinistra Italiana, Resp. Irpinia sociale