Dimensionamento, in Campania si rischia la chiusura di 120 scuole

L'allarme dell'Anief: meno 18 scuole in provincia di Avellino, quella salernitana la più penalizzata, dove potrebbero chiudere 41 scuole autonome

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Nell’incontro avuto con il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca e con l’assessore alla Scuola Lucia Fortini, il quadro di dimensionamento da attuare a partire dal 2024/25 è drammatico: meno 18 scuole per la provincia di Avellino (dalle attuali 69 autonomie scolastiche a 51), meno 16 a Benevento (dalle attuali 52 a 36), meno 9 a Caserta (da 146 a 137), meno 36 a Napoli (da 497 a 461) e addirittura meno 41 a Salerno (da 195 a 154), la provincia in potenza più colpita da questa operazione.

Nell’incontro avuto si è discusso sullo schema di decreto interministeriale sulla definizione del contingente dei Dirigenti Scolastici e Direttori SGA per il triennio 24/25, 25/26 e 26/27 che ha introdotto nuovi parametri per il dimensionamento scolastico.

Disastrose le prospettive per la regione Campania con la perdita di circa 120 autonomie scolastiche in regione per passare dalle attuali 959 scuole alle future 839 con la perdita di oltre il 10% di autonomie con le ovvie conseguenze occupazionali non solo per Ds e DSGA ma anche per il personale docente e ATA.

“Questa catastrofica norma sul dimensionamento comporterà anche per le famiglie e gli alunni delle conseguenze inimmaginabili – commenta Stefano Cavallini, presidente regionale Campania del sindacato Anief – e purtroppo i lavoratori della scuola pare che non abbiano colto la drammaticità delle conseguenze da un punto di vista occupazionale”.
Le scuole verranno dimensionate in base al numero minimo di alunni, individuato in 961 dal MEF. Al di sotto di tale soglia si avvieranno delle operazioni di accorpamento che comporteranno la perdita delle 120 autonomie. La regione cercherà, utilizzando la clausola di salvaguardia indicata nello schema di decreto, di limitare gli accorpamenti ed avere almeno 865 autonomie in regione invece delle 839 previste.

Intenzione della regione è anche impugnare il decreto davanti al tribunale amministrativo.
“Non credo che la politica invertirà la tendenza sulla volontà di diminuire la rete scolastica a livello nazionale – conclude Stefano Cavallini – pertanto abbiamo dato la disponibilità all’assessore Fortini, come sindacato, a informare i lavoratori nelle assemblee sindacali su questo problema che non è ancora sentito appieno e abbiamo dato anche la disponibilità a collaborare con l’ufficio legale della regione per il ricorso al tribunale amministrativo. Abbiamo fondato il sindacato Anief sul rispetto del diritto. È giusto quindi mettere a disposizione il know how del nostro studio legale se richiesto”.