Dimissioni di Festa: gli scenari in una città disorientata

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La città turbata, travolta dalle vicende giudiziarie che si intrecciano con quelle di politica amministrativa, una città che si interroga sui prossimi scenari. Dopo le dimissioni del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, annunciate ieri con una nota del suo legale di fiducia, Luigi Petrillo, e protocollate questa mattina all’Ufficio protocollo del Comune, si sono aperti ora i venti giorni necessari per assumere la decisione definitiva, se cioé ritirarle o confermarle. In questo lasso di tempo, sarà la vicesindaco Laura Nargi ad assumere in pieno tutte le funzioni del primo cittadino.

Nel caso di ritiro delle dimissioni, il sindaco è pienamente legittimato a candidarsi alle prossime amministrative di giugno, come da lui ampiamente annunciato già da mesi. Nel secondo caso, cioé di conferma delle dimissioni, si apre la procedura di scioglimento del Consiglio comunale e di nomina del commissario prefettizio, che sovrintenderà alla gestione dell’ente per un periodo che va dai dodici ai diciotto mesi, quindi la città prenderebbe un periodo di pausa per andare al voto solo successivamente al turno di quest’anno.

Anno sabbatico che potrebbe essere decretato direttamente dal Ministero dell’Interno, sospendendo le elezioni per la sola città di Avellino (in Irpinia sono impegnati 42 comuni compreso il capoluogo, nel rinnovo delle amministrazioni comunali dell’8 e 9 giugno) qualora venissero ravvisati motivi di grave e urgente necessità.

Sono ore di grande concitazione, di attesa, di inquietitudine: pensare alla campagna elettorale che si affaccia alle porte (le liste dovranno essere presentate il 10 e 11 maggio) è cosa, oggi, ancora tanto lontana e ardua da immaginare.