Disastro Sarno, dopo 20 anni manca la parola fine

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Il rudere dell'ospedale Villa Malta, uno dei uoghi di Sarno ( Salerno) colpiti il 5 maggio 1998, vent'anni fa, dalla violenta frana che provocò più di 160 morti, 27 aprile 2018 ANSA / CIRO FUSCO

Il fantasma di Villa Malta aleggia su via Pedagnali con le tracce di fango ancora visibili sotto le volte del vecchio ospedale: è la fotografia che ferma il tempo e riporta indietro la memoria alla sera del 5 maggio 1998 quando una marea nera di fango travolse Sarno, inghiottendo uomini e cose. Centosessanta le vittime di quella tragedia che coinvolse anche altri comuni della valle, come Quindici, Siano, Bracigliano e San Felice a Cancello. Sarno pagò il prezzo più alto, con 137 morti e la frazione Episcopio spazzata via dalle colate di lava fredda. Oggi, dopo venti anni, Sarno ha visto completarsi l’85% delle opere previste. “Ma è venuta meno la messa in sicurezza della montagna” osserva Antonio Milone che in quella tragedia perse il padre e che da anni guida l’associazione dei familiari delle vittime. Il problema vero è la manutenzione e non ci sono fondi. Ad allungare lo strazio dei parenti delle vittime resta in piedi la questione risarcimenti. Una settantina i giudizi pendenti.