Donne e violenza, 144 arresti in un anno. L’appello dei Carabinieri: denunciate. Bruno: cresce l’emersione del fenomeno

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144 arresti, di cui 68 per maltrattamenti in famiglia, 64 per atti persecutori e 12 per violenza sessuale. Sono i dati relativi all’anno in corso che arrivano dall’Arma dei Carabinieri nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Sono, invece, 142 le persone denunciate all’autorità giudiziaria per maltrattamenti in famiglia, 154 per atti persecutori e 20 per violenza sessuale. Tra i reati più diffusi maltrattamenti di familiari o conviventi, lesioni personali, violenza sessuale e atti persecutori. Di qui l’invito del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino a trovare il coraggio di denunciare e segnalare, poichè la comunicazione e la sensibilizzazione sul problema rappresentano uno strumento essenziale per la lotta alla violenza. Il contrasto efficace al fenomeno, l’informazione, la prevenzione e l’approccio alle vittime di violenza sono al centro dell’azione dell’Arma dei Carabinieri. A questo scopo è nata anche la “Rete Nazionale di Monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere” composta da militari formati e dotati di competenza certificata nel delicato settore per facilitare un intervento operativo tempestivo e aderente ai singoli casi. Da sottolineare anche il progetto di collaborazione con l’associazione “Soroptimist International d’Italia” denominato “Una stanza tutta per sé” che ha consentito di realizzare presso numerosi comandi sale dedicate all’ascolto delle vittime vulnerabili. Così da raccogliere, in un ambiente protetto le denunce per gli abusi, le violenze e le vessazioni subite dalle vittime
Anche quest’anno, il 25 novembre, la Caserma L, ittosede del Comando Provinciale di Avellino, sarà illuminata di arancione, colore scelto a simbolo di un futuro senza violenza di genere. Vincente ai fini della risoluzione dei casi la sinergia tra forze dell’ordine e le Procure di Avellino e Benevento. “I dati relativi al 2021 sono la conferma della crescente emersione del fenomeno ma restituiscono anche l’idea che il percorso da compiere è ancora lungo”. A tracciare un bilancio tra luci e ombre Rosaria Bruno, Presidente dell’Osservatorio regionale della Campania “E’ necessario un impegno sinergico da parte delle istituzioni che non può non partire dalla sensibilizzazione delle giovani generazioni, dall’attenzione ai contenuti della comunicazione che possono avere una forte influenza su uomini e donne. Di qui l’appello dell’Osservatorio ai media perchè non perdano mai la consapevolezza dell’importanza del loro ruolo”. Sottolinea come “Negli anni del Covid le richieste di intervento alle strutture antiviolenza si sono ridotte anche a causa delle difficoltà delle donne di denunciare, costrette come erano negli spazi domestici. Sono, invece, aumentate quasi dell’80% le segnalazioni al 1522, proprio in virtù delle tante ore di reclusione in casa o del ricorso allo smartworking. Nell’ultimo anno assistiamo ad un lento ritorno alla normalità, anche se i casi di femminicidio non diminuiscono. Un fenomeno quello della violenza che entra con forza anche nel mondo dello sport. Non è un caso che con l’Osservatorio abbiamo promosso numerosi eventi sportivi per sensibilizzare contro la violenza sulle donne. E’ importante mantenere alta l’attenzione perchè non cada nel dimenticatoio”. Sottolinea come “Sono tanti i comuni che hanno promosso iniziative di sensibilizzazione, attraverso mostre, convegni. E’ il segno che da questo punto di vista siamo sulla strada giusta”. Bruno ribadisce l’importanza di “tenere sotto controllo gli effetti più a lungo termine della pandemia sull’equilibrio tra vita professionale e personale delle donne. L’indipendenza economica continua ad essere cruciale nella scelta delle donne di denunciare”.