Donne e violenza, la sfida è educare le nuove generazioni. Il confronto all’istituto comprensivo di Serino. Il messaggio del maresciallo Bocchino: non siete sole

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Il giorno 25 Novembre 2022, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, noi classi terze della SSIG dell’I.C. Serino, ci siamo recati presso la biblioteca comunale F. Di Zenzo per partecipare d un Convegno organizzato dal Comune di Serino e dalla nostra scuola. A questo convegno sono state invitate diverse autorità, tra cui la Dott.ssa Francesca Spella, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, il  Mar. Ca. Francesca Bocchino, Referente provinciale per la gestione dei reati di genere, Mimma Lomazzo, Consigliera di Parità Regione Campania, Mons. Pasquale Iannuzzo, Vicario generale della Diocesi di Avellino, Tano Fattorello, Maestro di Karate, Presidente  Forum giovani, Carmine Ingino, gli assessori ed il sindaco di Serino e la nostra preside prof.ssa Antonella De Donno.

Maggiormente interessante è stato l’intervento della Dott.ssa Francesca Spella, Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, la quale ci ha spiegato l’aspetto giuridico: spesso le tempistiche per procedere ed aiutare le donne in difficoltà sono migliorate, ma ancora troppo lente e  molti reati cadono in prescrizione perché passa troppo tempo: i procedimenti, civili e penali, hanno tempi lunghissimi mentre occorre essere celeri, concreti se si tratta di vite umane.

La dott.ssa ci ha anche raccontato di un caso che ha recentemente trattato: una donna ha deciso di denunciare una grave minaccia che il suo partner le aveva rivolto, cercando di terrorizzarla tramite l’acido muriatico. Quest’uomo è stato posto agli arresti domiciliari ma dopo poco, però, la donna, forse per pietà, ha ritirato la querela e di conseguenza  egli è stato rilasciato. Trascorsi due mesi, il tragico episodio si è ripetuto ed ora fortunatamente quell’individuo è rinchiuso in carcere. Forte il messaggio del giudice:  non bisogna indugiare di fronte a comportamenti violenti e scorretti, davanti al primo schiaffo,  bisogna chiedere aiuto e soprattutto è importante non cadere nella trappola degli inganni di uomini che fingono di cambiare atteggiamento ma che dopo un periodo di calma,  seguitano ancora con  nuove minacce, aggressioni verbali, umiliazioni, percosse.

L’intervento, curato dalla giornalista Titti Festa, ci ha coinvolto particolarmente perché in queste settimane abbiamo letto, riflettuto, scritto poesie di nostro pugno e curato dei lavori che abbiamo voluto condividere, ma oggi in quella sala siamo stati rapiti dall’aria che si respirava e dal senso di responsabilità che tutti abbiamo avuto, in prima luogo rispettando il silenzio ed ascoltando con cura ciò che ci veniva riferito.

Questo ci fa capire l’alta sensibilizzazione dei ragazzi di oggi rispetto alle generazioni passate, le quali non avevano la fortuna di partecipare ad incontri simili. Specialmente dopo il monologo “Non ne usciamo vive” a cura di Serena Piccoli, interpretato da un’alunna della classe 3°A, abbiamo notato la commozione e gli occhi lucidi di ragazzi e mai avremmo potuto pensato ad una reazione così sentita e ciò dimostra quanto siano importanti manifestazioni del genere, volte ad educare anche i futuri uomini della nostra società. Abbiamo sottolineato la forza delle parole del monologo: maschietti indipendenti, coraggiosi, forti, aggressivi di natura, energici, attivi, audaci. Do-mi-nan-ti.,,,e poi le femmine affettuose, sognatrici, attraenti, emotive, tenere, gentili, dolci. Re-mis-si-ve e quella frase stridente “da piccola mi hanno insegnato ad essere protetta, e che i maschi proteggono.”!

Attraverso quattro cartelloni a tema abbiamo voluto percorrere il cammino di una donna che dall’infanzia fino all’adolescenza sogna il vero amore, quello che fa palpitare il cuore e ruba l’anima, fino a coronare il sogno d’amore, l’abito bianco, il matrimonio…. e poi la scoperta del dolore, della sofferenza, dell’umiliazione, della violenza fisica e psicologica; il nostro lavoro denominato “la resilienza” termina però con la speranza di un futuro: è una donna ferita, distrutta nel fisico, lacerata da un  passato che non può dimenticare, ma che proiettata in avanti, vede il futuro, la luce, la speranza, la rinascita ed un’altra opportunità di Vita, con le farfalle che si posano su suoi capelli.

La Consigliera di Parità della Regione Campania, Mimma Lomazzo, ha intrattenuto per diverso tempo il dibattito precisando anche la rilevanza di un linguaggio corretto, facendoci riflettere sul fatto che la lingua italiana è una lingua un po’ maschilista a prescindere. Ci ha suggerito di distinguere sempre, nei nomi, il maschile dal femminile perché già da questo piccolo gesto si può percepire che quel determinato mestiere può essere esercitato sia da un uomo che da una donna, incutendo già un senso di parità tra i sessi. Ha sottolineato anche l’importanza del lavoro delle donne, perché l’indipendenza non crea dipendenza dall’uomo che spesso ricatta, umilia la sua donna che senza stipendio rischia di cadere anche nella povertà assoluta.

Durante l’evento è intervenuta anche il maresciallo Francesca Bocchino, Referente provinciale per la gestione dei reati di genere, la quale, ha elencato e descritto varie associazioni sul nostro territorio e numeri a cui ci si può rivolgere nel caso si subiscano violenze fisiche e psicologiche. Parlando di  fragilità economica e dell’iniziativa  per le donne, impegnate in percorsi per uscire dalla violenza, in difficoltà nel trovare casa o lavoro, ci ha trasmesso un meraviglioso messaggio di speranza e solidarietà, incarnando perfettamente il famoso slogan “NON SIETE SOLE”.

Il maestro Tano Fattorello ci ha parlato di autostima e sicurezza da sviluppare attraverso un percorso emotivo psicologico, oltre una preparazione fisica; non vediamo l’ora di poterlo incontrare nuovamente a scuola nei prossimi giorni per carpire strategie e consigli utili, mentre Mons. Pasquale Iannuzzo, Vicario generale della Diocesi di Avellino ha ribadito l’importanza del ruolo degli educatori e della Chiesa stessa, perché ognuno deve fare la sua parte.

Anche il Presidente del Forum Giovani, Carmine Ingino, con le sue parole ha davvero rispecchiato pienamente il pensiero della nostra generazione: “è fondamentale valorizzare queste tipologie di giornate, ma si spera vivamente che in un futuro si parli di quest’ultime solo come un remoto problema sociale”; particolare l’opera dei giovani del Forum, una mano bianca che rappresenta la salvezza, in mezzo a tante mani rosse, insanguinate dalla violenza continua, per dire che c’è sempre una speranza per cambiare questo mondo e forse quella mano potrebbe essere la nostra.

Ringraziamo la nostra dirigente De Donno che ci permette di partecipare a queste iniziative sociali, ed i nostri docenti di lettere Pianese e Marinelli che ci hanno avvicinato a letture antologiche e teatrali molto toccanti. Portiamo nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nella società la certezza che soltanto con la cultura, lo studio, la conoscenza ed il contributo delle istituzioni, oltre la forza ed il coraggio, possiamo abbattere  il femminicidio.

Le giornaliste per un giorno Fiorella Guarino e Rosaria Mariconda 3 A della SSIG dell’I.C.Serino