Draghi, marcia o Via Crucis?

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A noi popolo smemorato (chi ricorda le irresponsabili richieste di riaperture di Salvini in piena emergenza, che avrebbero comportato migliaia di nuovi decessi?) forse é il caso di ricordare l’immane compito che Draghi si è assunto quando ha accettato il mandato conferitogli dal Presidente della Repubblica. Oltre al completamento del piano vaccinale e alla lotta contro la pandemia, l’ex Governatore della Bce si è fatto personalmente garante dell’attuazione del Next generation EU, che prevede però alcune riforme. Queste ultime sono quelle che Draghi dovrebbe realizzare in un biennio o poco più. E sono le stesse che negli ultimi decenni – durante l’intera cosiddetta seconda repubblica – l’attuale classe politica, nonostante tante roboanti promesse, non è riuscita ad attuare. Infatti già il premier nelle sue dichiarazioni programmatiche ha messo il dito sulla piaga: “Abbiamo disegnato le riforme con interventi parziali dettati dall’urgenza del momento, senza una visione a tutto campo che richiede tempo e competenza”.

Fra i primi impegni citati da Draghi, la certezza delle norme e dei piani di investimento pubblico. Infatti, troppe volte è avvenuto che opere o programmi avviati siano stati poi interrotti perchè i relativi finanziamenti sono stati dirottati altrove. E quante volte è capitato che investitori stranieri abbiano dovuto rinunciare a importanti iniziative industriali di fronte a improvvisi cambiamenti legislativi o a forti incertezze normative! Per  non parlare della soffocante burocrazia, che rende lentissima e difficoltosa ogni procedura. Perciò la riforma della pubblica amministrazione “ deve essere rapidamente affrontata, con investimenti in connettività e  aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici”.

Altro terreno non meno scottante richiamato dal premier è quello del fisco, sul quale ha detto che il sistema tributario è un meccanismo complesso… “Non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta… va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività”. Con quale coerenza questi propositi sono stati approvati anche da Salvini, strenuo sostenitore della flat-tax, cioè della tassazione ad aliquota unica che favorirebbe i più abbienti? Mistero! Si susseguono, poi, le assurde uscite del Capitone (“Mettiamo in sicurezza dai 60 in su, da 40 a 59 scelgano, per i giovani non serve”.), giustamente bollate dalla comunità scientifica. Non saranno le sole, pericolose corbellerie con cui Draghi avrà a che fare!

Nel carcere di S.Maria Capua Vetere il premier ha voluto dare un segnale forte di restaurazione dei valori costituzionali traditi. Altro che la disordinata e opportunistica apparizione di Salvini! Proprio sulla giustizia, Draghi aveva sottolineato alle Camere che “ La Commissione europea ci esorta: ad aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo e infine favorendo la repressione della corruzione.”   Tuttavia, con la riforma messa a punto dal ministro Cartabia sulla prescrizione, il premier ha impattato nel pieno dei contrasti tra Conte e Grillo che hanno segnato l’ultima fase della vita del M5S. E probabilmente ci sarà bisogno di un ”aggiustamento”, che però non stravolga la riforma. Intanto, la presa di posizione di Grillo a sostegno del regime comunista cubano ha disorientato ministri e militanti. E soprattutto ha dimostrato come, ad eliminare scavalcamenti  tra Garante e Capo politico con gravi ripercussioni sull’intero Movimento, non siano sufficienti le norme statutarie! E’ possibile che, anche per altri dossier, Draghi dovrà affrontare divisioni o distinguo, con i partiti  sempre più scatenati per il  prossimo inizio del semestre bianco. E probabilmente non sarà una passeggiata, anche se il premier appare determinato a non tollerare ritardi tali da compromettere le scadenze annunciate!

di Erio Matteo