Due truffatori del napoletano bloccati dalla stradale di Avellino

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Brillante operazione realizzata dal personale della Polizia di Stato appartenente alla Sezione Polizia Stradale di Avellino – Sottosezione Autostradale di Grottaminarda, diretto da VQA dr. Renato ALFANO.
Nello specifico si comunica che verso le ore 10.30 di ieri personale della dipendente Sottosezione autostradale di Grottaminarda a seguito di notizia confidenziale, si portava in Grottaminarda (AV) dove era stata segnata la presenza di un’autovettura Ford modello KA occupata da due persone note alla forze dell’ordine in quanto specializzate nel perpetrare l’odioso reato di truffe e raggiri nei confronti di persone anziani, come tali soggetti deboli ed indifesi.
Dopo un attenta attività di osservazione e ricerca l’auto in questione veniva rintracciata con una sola persona a bordo, di sesso maschile, R. R. le iniziali, originario della provincia di Napoli.
Il predetto, alla vista dell’auto della Polizia, si avviava ad elevata velocità lungo il locale corso Vittorio Veneto e veniva bloccato dopo un inseguimento di circa 500 metri.
Durante la fase di controllo, in prefato malfattore cercava, più volte, con uno dei suoi due telefoni cellulare di telefonare al complice, T.L. le iniziali, che era stato a sua volta fermato e sottoposto a controllo di Polizia. I primi accertamenti accaloravano che i due malfattori, erano amici e complici e che avevano raggiunto Grottaminarda a bordo della stessa autovettura, con il chiaro intento di consumare delitti ai danni di persone anziane. Difatti gli stessi poco prima ai danni di una coppia di anziani del luogo avevano perpetrato una truffa di euro 2500/00 (euro duemilacinquecento/00) .
Pertanto i predetti, su disposizione del comando, erano accompagnati presso la Questura di Avellino – Gabinetto di Polizia Scientifica, per essere sottoposti a rilievi dattiloscopici e fotografici, mentre i telefonini cellulari in possesso ai predetti erano sequestrati. Sequestrata era anche l’autovettura Ford/KA, utilizzata dai predetti per la commissione dei suindicati delitti.
Dopo gli accertamenti di rito venivano deferiti alla competente autorità giudiziaria di Benevento per i reati di artt. 640, 61 e 110 codice penale (truffa aggravata in concorso).