Ecco perché la Dad ci aiuta a resistere

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Di Pellegrino Caruso

In attesa di poter vivere tempi migliori, oltre l’ emergenza la didattica a distanza resta l’unico baluardo per coniugare diritto alla salute( prioritario) e diritto all’istruzione. Mi preme sottolineare e ribadire, pero’, che la scuola non si è fermata ed anche noi come docenti abbiamo cercato di rimanere al nostro posto, con delle relative difficoltà iniziali anche ovviamente emotive perché siamo stati dal 4 marzo bloccati nella nostra attività di didattica in presenza, anche se, per merito dell’ organizzazione della scuola per la quale lavoro, il Convitto nazionale ” Pietro Colletta” , eravamo già subito capaci di garantire una adeguatezza di mezzi necessari per attivare quelle classi virtuali che ci hanno consentito di mantenere un rapporto di scambio e di contatto con i ragazzi. Mi piace proprio evidenziare la peculiarita’ della dad come occasione per poter conservare un contatto con i ragazzi senza però correre quel rischio di contagio del quale dobbiamo essere coscienti. E’ giusto pertanto che, con indici di contagio che sono in drammatica risalita ed un piano vaccinale notevolmente da perfezionare, tutte le scuole di ogni ordine e grado operino in Dad perché, come ripeto, non sono previste immunità in tal senso. In più adesso sono più bravi anche i docenti che, con i ragazzi, usano gli stessi strumenti. Siamo tutti dinanzi alle stesse difficoltà e quel che conta è ricordarsi del principio fondamentale dell’educazione che e’ soprattutto un “educere naves ex portu”, con quella valenza importantissima della lingua latina che ci fa capire che i ragazzi sono navi da proiettare verso un orizzonte che deve restare un orizzonte di senso; dal porto pero’ si esce quando la tempesta e’ passata! Occorre, pero’ equilibrio: della dad non ci possiamo innamorare in maniera perenne perché la scuola è prossimità ma in questo momento bisogna anche finalmente comprendere gli errori che sono stati fatti nei passaggi dell’inizio anno scolastico, quando il contagio aveva degli indici diversi. Sarebbe occorso, pertanto, recuperare una progressiva ripresa, a ranghi ridotti, mentre si è insistito in una apparente normalità, grande difetto anche delle politiche ministeriali supportate anche in ambito locale, perché i dirigenti avrebbero anche potuto reagire all’ insistenza nel tenere quasi tutti i ragazzi in classe, per ore, con la convinzione che bastasse aprire le finestre per debellare il virus! Ovviamente nel momento in cui si sono visti i ragazzi liberi ed incoscienti oziare in aperitivi a Mergellina, come sui Navigli, anche le ragioni di chi difende la dad rischiano di indebolirsi ma non dobbiamo mai perdere la speranza che, quando si incontrano, a volte i ragazzi tra loro possono anche fare cultura. Sto leggendo proprio in questi giorni ” Il lavoro della spirito ” recente pubblicazione di Massimo Cacciari in cui passa l’ idea che noi adulti non sappiamo realmente quanto i nostri ragazzi possono anche far cultura fino alle 2 di notte! Onestamente mi sento anche di dire per volontà anche di noi insegnanti che molti allievi continuano a lavorare con costanza, con attenzione con dedizione utilizzando gli strumenti del digitale ma anche interessandosi all’ attualita’. In una classe virtuale abbiamo per esempio recentemente condotto una discussione molto interessante sul tema del lavoro, che è ribadito come diritto in principio della nostra Costituzione. Siamo partiti da Esiodo per arrivare al lavoro dei giorni nostri e per renderci conto che il lavoro deve essere sapientemente burocratizzato perché occorre l’organizzazione, con i relativi controlli, però ci vuole anche senso di libertà: con il sospetto del contagio, in una classe affollata la libertà di sfogliare e fare sfogliare “sudate carte” di leopardiana memoria purtroppo non esiste, è compromessa! Riguardo poi alle recenti proposte al vaglio del Neo Ministro Patrizio Bianchi, il prolungamento dell’anno scolastico è un errore anche perché i docenti delle superiori devono comunque lavorare accanto ai ragazzi nel guidarli fino ai primi di luglio in una maturità che sarà nuovamente compromessa dallo stato di pandemia.Quella del 2021, però, è una maturità organizzata in quanto l’anno scorso, per motivi vari, più o meno giusti, i nostri alunni hanno dovuto preparare degli elaborati da consegnare alla commissione la notte prima dell’insediamento della commissione, perché ci fu tutto un valzer di prove possibili, non possibili mentre si andava alla ricerca dei famosi banchi a rotelle…E’ necessario avere una prospettiva e ringrazio tutta la stampa che gentilmente mi sta seguendo e sta prestando grande attenzione alla lettera aperta che ho inviato al Ministro. Dobbiamo imparare a guardare a distanza e, con un gioco di parole, passerei da una didattica a distanza ad un insegnamento di prospettiva a distanza. Il ministro Bianchi, nella sua lettera di inizio mandato, ha parlato di una volontà di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. In questi mesi ho partecipato anche a delle dirette streaming molto interessanti con ministero avviate dalla stessa Azzolina e mi auguro che si continui comunque a ripensare l’educazione del XXI secolo perché, come insegna anche l’atletica, il vero atleta, prima di saltare l’ostacolo ha bisogno di riconoscerlo. Non giovano I continui andirivieni, con decisioni che vanno e vengono, con una serie di “stop and go” per far finta di tornare sui banchi per poi ritrovarsi magari dopo 48 ore di nuovo in Dad o peggio ancora in quella DDI, didattica digitale integrata, che vede metà classe, se va bene presente, con l’altra metà a casa, mentre l’ insegnante si trova a domare l’ esuberanza di chi e’ in classe ed a spiegare, con prove di regia, per chi lo segue da casa o viceversa.Bisogna cercare di ben ragionare sulla rimodulazione del calendario scolastico perché l’insegnante potrebbe anche essere uniformato nel suo ruolo ad altre attività. Sarei anche d’accordo a momenti estivi, laboratoriali, però deve esserci anche la libertà del docente di avere anche un diritto sabbatico di riposo, La vera sofferenza emotiva dei docenti risiede nel fatto che devono comunque essere catalizzatori di attenzione mentre sono continuamente esposti non solo al giudizio collettivo di una società che li vorrebbe, non si sa perché, comodamente in pantofole, con i tre mesi di vacanza. Avremmo bisogno anche noi di recuperare un tempo di lettura, un tempo di ricerca perche’ anche una lettura sotto l’ombrellone diventa poi, in prospettiva, un momento didattico da porgere ai propri ragazzi. Mi piacerebbe che della dad rimanessero alcune pratiche valide, come dei momenti laboratoriali cosi’ come e’ stato anche meglio gestito anche il dialogo con i genitori ai quali magari nel colloquio scuola famiglia abbiamo riservato dei minuti precisi di dialogo veramente riservato, a differenza della pratica precedente in cui l’ incontro si risolveva in un momento magari veloce, con file interminabili fuori l’aula di ricevimento. Mi sento poi di volgere un plauso anche a tutti i ragazzi in particolar modo ai miei alunni che seguo nella pratica didattica quotidiana, perche’ hanno saputo “resistere”, andare avanti, sempre e comunque. In questi giorni, con la collega Gabriella Guarino abbiamo concluso in Dad un’ attività pomeridiana che ci ha coinvolto sino alle 19 di sera. Si e’ trattato di un laboratorio di scrittura ma anche di lettura in cui è stato interessante avere la possibilità di affiancare i ragazzi in un pomeriggio che sarebbe potuto essere di vuota solitudine ed invece si traduce in scambi di lettura, un vero bookcrossing!Siamo cosi’andati alla ricerca di tanti bei libri che hanno raccontato l’ evoluzione della scuola da ” Diario di scuola” di Daniel Pennac a ” ” L’ ora di lezione ” di Massimo Recalcati, passando per le ” Lezioni di volo e di atterragio” rendendoci conto che per resistere al male serve il coraggio di non negarlo, con la dovuta postura morale.Anche il Magister Ludi dell’utopica Castalia ne ” Il gioco delle perle di vetro” di Herman Hesse deve accettare di confrontarsi con le ferite della storia che purtoppo squarciano pure le pareti dello studiolo dell’Albergaccio di machiavellico memoria. Bisogna tuttavia resistere per esistere e mi auguro davvero che di questo momento di disorientamento restasse la coscienza di volere più bene alla scuola, anzi di volere il bene della scuola nella quale però non può essere tutto catalogabile perché la scuola e’ orientata al capitale umano, per cui non tutto può essere facilmente monetizzabile. Deve essere però riconosciuto l’impegno di chi giorno per giorno cerca di trasmettere un messaggio educativo. In merito al nuovo esame di stato, e importante che resti il giusto spirito interdisciplinare, la volontà di trovare un raccordo, un confronto tra quelle che sono le varie branche del sapere. Per ora resto in Dad, pronto a restare accanto ai ragazzi che si avvarranno del digitale anche per twittare poesie e creare giochi enigmistici, perché, allenando la mente, resisteranno meglio agli urti della vita!