Fare E.CO, cultura e turismo per la rinascita del Sud. La nuova sfida di uno sviluppo basato sulla cooperazione

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E’ stata presentata al Circolo della Stampa di Avellino la prima edizione di Fare E.CO. – il Festival dell’Economia e della Cooperazione, in programma a Montefusco, in provincia di Avellino, dal 18 al 20 aprile 2024. L’occasione è stata la presentazione del libro «L’era del lavoro libero. Senza vincoli né barriere. Siamo pronti a questa rivoluzione?» di Francesco Delzio, docente presso l’università LUISS Guido Carli e consigliere d’amministrazione di Sviluppo Lavoro Italia, moderata da Gianni Colucci, responsabile della redazione di Avellino del quotidiano Il Mattino.

Promosso da Confcooperative Cultura Turismo Sport e da Confcooperative Campania, il Festival Fare E.CO. è patrocinato da ANCI e realizzato con il sostegno di FondoSviluppo e della Federazione banche di comunità credito cooperativo Campania e Calabria. Organizzato in collaborazione del Comune e della Pro Loco di Montefusco, l’evento, inserito nel calendario ufficiale delle celebrazioni delle Giornate del Made in Italy del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è nato da un’idea di Giulia D’Argenio e Intra Cooperativa Sociale onlus. Suo partner editoriale e scientifico è Rubbettino Editore.

Cultura e turismo per lo sviluppo del Mezzogiorno è il focus dell’iniziativa che intende analizzare le politiche e le strategie programmatiche che interessano questa parte di Paese, in una fase di complessa transizione, nella quale vale la pena riflettere intorno ai principi e ai valori che animano il mondo cooperativo, per porre l’attenzione su un modello di economia centrato sulle persone e i loro bisogni.

La scelta di lanciare questa sfida a partire da un piccolo Comune del Sud e delle aree interne non è casuale, ma nasce dalla consapevolezza che bisogna partire dalla complessità tipica dell’Italia per potere elaborare visioni di economia e di sviluppo eque e inclusive, utili a superare la crescente disparità tra i territori e al loro interno.

Obiettivo del laboratorio, che prenderà vita a Montefusco, nella seconda metà di aprile è, quindi, cercare di portare l’attenzione su processi di crescita attenti ai bisogni e alle potenzialità che sono in grado di esprimere le comunità, per sostenere le sfide poste da un mondo profondamente interconnesso. Un’analisi che muove, quindi, da uno sguardo sul Mezzogiorno nell’Italia e nel mondo di oggi, per mettere a confronto e promuovere buone prassi legate all’innovazione del lavoro, alla ricerca e alla formazione, provando a fornire agli amministratori locali strumenti utili a programmare politiche pubbliche efficaci.

«Un nuovo sviluppo “industriale” del Paese – afferma l’editore Florindo Rubbettino – anche nelle sue dimensioni piccole e medie, è una prospettiva irrinunciabile per immaginare una strategia di crescita duratura. E per far questo c’è bisogno di un habitat favorevole al mercato e aperto sia alla competizione che alla cooperazione, due dispositivi complementari per assicurare la crescita e lo sviluppo dei territori. Il nostro apporto al Festival è stato quello di iniettare una dose di anticorpi liberali, nella convinzione che un’economia veramente libera e priva degli ostacoli della burocrazia inefficiente e di uno statalismo ipertrofico può rappresentare l’occasione giusta per il Paese e, in modo particolare, per il Mezzogiorno».

In tale ottica, visto il focus di questa edizione, l’evento sarà anche l’occasione, per fare il punto sullo stato delle programmazioni territoriali stimolate dal Pnrr e dal Piano Cultura. L’accessibilità e la fruizione del nostro immenso e diffuso patrimonio, materiale e immateriale, sono punti partenza imprescindibili per la crescita della cittadinanza, senza la quale non c’è sviluppo economico che tenga.

Si spiega così la scelta di Montefusco, Comune capofila di uno dei progetti finanziati proprio nell’ambito del Bando Borghi del Pnrr, realizzato insieme alle vicine comunità di Santa Paolina e Torrioni, come sede di questa prima edizione, accolta e sostenuta attivamente dall’amministrazione e dalla locale Pro Loco. Come ricorda il sindaco Gaetano Zaccaria, l’evento costituisce occasione «per accendere i riflettori sull’Italia minore, che riveste un ruolo irrinunciabile della nostra storia e della nostra geografia. Lasciar morie l’Italia dei piccoli comuni, vuol dire rassegnarsi a una realtà di fragilità e divisioni».

L’Irpinia, nel cuore dell’Appennino meridionale, si inserisce così in un dibattito trasversale e sempre attuale sul Mezzogiorno e sul suo ruolo nella vita del Paese. «Una sfida da affrontare con linguaggi e punti di vista nuovi. La forte mobilità legata allo studio e al lavoro, le possibilità aperte dalle nuove tecnologie e dalla democratizzazione dei trasporti, hanno aperto prospettive e opportunità inedite che però bisogna essere in grado di cogliere», spiegano Antonio Borea e Giulia D’Argenio che, per Intra, cooperativa sociale onlus, hanno ideato l’iniziativa.

Grande attenzione sarà rivolta anche alle trasformazioni del lavoro. Se ne parla in “L’era del Lavoro Libero” che, come ha ricordato l’autore Francesco Delzio, «è il manifesto della rivoluzione del mondo del lavoro post-pandemia. Una rivoluzione che corre sotto i nostri occhi, ma di cui pochi hanno colto la reale portata: nell’era in cui stiamo entrando il Lavoro non ha più un luogo fisico esclusivo ma vive di connessioni, non è più il sovrano assoluto delle nostre vite ma deve integrarsi sempre più con famiglia e tempo libero. Non ha più un datore di lavoro fisso per tutta la vita ma è fluido e flessibile. I bisogni dei lavoratori sono cambiati profondamente negli ultimi anni. Ma la politica, il sindacato e parte delle imprese non lo hanno ancora capito».

Appuntamento, inoltre, al 5 e 6 aprile ad Avellino, con le prossime tappe di avvicinamento al Festival.

In particolare, venerdì 5 aprile, a partire dalle 18.00, presso la libreria L’angolo delle storie, sarà presentato il volume «Buon Appennino – La cultura del cibo nell’Italia interna». Ospite dell’evento saranno presenti Piero Lacorazza, direttore di Fondazione Appennino Ets, e Marzia Mauriello, dell’Università di Napoli l’Orientale, che ne sarà la moderatrice.

Sabato 6 aprile, invece, ritorno al Circolo della Stampa, per la presentazione di «Lo smart working – Tra la libertà degli antichi e quella dei moderni» di Francesco Maria Spanò, direttore People & Culture, dell’Università Luiss Guido Carli. L’incontro, che inizierà alle 17.30, verrà moderato dal giornalista Pasquale Rai