Foibe ed Esodo, Fratelli d’Italia chiama alla riflessione

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Un confronto su “Foibe ed esodo”. E’ l’incontro in programma il 9 febbraio, alle 17.30, al Circolo della stampa, promosso da Fratelli d’Italia. Interverranno Pasquale Muccio di Fdi, Ines Fruncillo, presidente Fdi, Giuseppe Sartore, coordinare regionale Unione degli istriani, Margi Villa Priore, referente Scuole per la Campania, Modestino Iandoli, Fdi Avellino, Gherardo Marenghi, docente Unisa. Interverrà l’onorevole Gianfranco Rotondi.

Migliaia furono gli italiani torturati, assassinati e gettati nelle foibe dalle milizie della Jugoslavia di Tito verso la fine della Seconda guerra mondiale. Le foibe altro non sono che delle grandi feritoie o inghiottitoi carsici, talvolta di dimensioni spettacolari, tipici della regione Giulia. Nell’Istria se ne conterebbero circa 1700.

Il termine è almeno parzialmente improprio dato che solo una minima parte delle vittime fu occultata nelle foibe, mentre la maggior parte perse la vita in altro modo (nelle prigioni o nei campi di concentramento iugoslavi, o nelle marce di trasferimento).

La prima ondata di violenze seguì l’8 marzo 1943 e lo sfaldamento delle forze armate italiane seguite al crollo del regime mussoliniano. I tedeschi occuparono i centri strategici di Trieste, Pola e Fiume, mentre nell’interno dell’Istria il potere venne assunto dal movimento di liberazione jugoslavo. Il quadro divenne presto estremamente confuso tra l’insurrezione dei contadini e arrivo delle formazioni partigiane croate.  Alcune delle uccisioni sono rimaste impresse nella memoria comune dei cittadini per la loro efferatezza: tra queste vi sono quelle di Norma Cossetto (cui è stata riconosciuta la medaglia d’oro al valor civile), di don Angelo Tarticchio e delle tre sorelle Radecchi.