Frieri, testimonianza d’amore

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La grande e commossa partecipazione di tutta la comunità irpina  per la scomparsa del dottor Angelo Frieri –da Ariano Irpino ad Avellino e Sant’Angelo dei Lombardi- ha dimostrato che , nonostante la paura della pandemia ancora galoppante, il virus non ha distrutto il connettivo umano e spirituale che  tiene stretto tutto il tessuto comunitario.

La consapevolezza diffusa  che il senso dell’umano  è un valore universale che da  nessuna guerra, nessun evento sismico o altre avversità che potranno imperversare sulle nostre comunità , può essere opacizzato o dimenticato, ci porta  considerare che l’esperienza  del Covid 19, dolorosa per molti, tocca la carne di tutti e segna l’anima dei bambini, lasciando tracce che dovranno essere necessariamente esplorate e condotte sui sentieri affettivi della speranza e della capacità di iniziare  percorsi nuovi e condivisi .

Già nelle modeste riflessioni  tematiche sulla pandemia delle scorse settimane  ho sommessamente  ravvisato l’urgenza di trasmettere il  messaggio  motivato  di   coraggio alle giovani generazioni che non hanno avuto l’esperienza di altri momenti difficili come quello attuale.

Il paziente lavoro di  questo percorso di pedagogia spirituale  che indubbiamente  andrà oltre il perimetro temporale della Pasqua ormai vicina , ma dovrà coincidere con l’iniziale uscita dal tunnel buio della pandemia: la famiglia, la scuola, la  parrocchia, tutti i luoghi della ritrovata socializzazione dovranno avere la pazienza di un approccio educativo nuovo , fuori dagli schemi consolidati dell’offerta formativa , alla luce di un nuovo umanesimo la cui costruzione  deriva e si alimenta provvidenzialmente  dalla sofferta esperienza pandemica.

Credo sia questo  il concreto orizzonte di speranza che abbiamo davanti se,davvero , vogliamo essere conseguenti verso la consapevolezza che, dopo la pandemia, nulla può essere come prima : osiamo tentare che il dopo sarà  migliore se lo costruiamo come tale . Personalmente  , durante la silenziosa ricerca  dell’attuale periodo di quarantena, ho avuto occasione di leggere un passo del libro biblico del profeta Gioele che mi ha profondamente emozionato:

” Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani avranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sugli schiavi e sulle schiave, in quei giorni effonder il mio spirito”.

La profezia di tanti secoli fa può essere quella di oggi per tutti noi perché l’esigenza di un profondo riscatto non può essere solo quella di uscire da una crisi economica e sociale di colossali dimensioni .Credo che tutti abbiamo profondamente bisogno di uno spirito nuovo –per i tanti credenti è quello di Dio-per riaprire il libro della nostra storia personale e  collettiva.

Gli anziani potranno di nuovo sognare e i giovani avranno positive visioni : quando gli adulti  saranno veramente capaci di avere sogni ispirati  dall’amore per la vita , i ragazzi diventeranno capaci di vedere cose che non vedevano e queste visioni riaprono la strada , animeranno il cammino e non faranno avvertire la stanchezza.

A tal proposito sia sempre presente la consapevolezza che la deleteria incapacità di sognare degli adulti è un grave handicap per la capacità di vedere dei giovani, Senza i sogni degli adulti, i giovani non avranno visioni, ma solo allucinazioni: è così fin dalla nascita , ricordiamolo bene.

Parliamo di sogni ad occhi aperti, che vincono gli sguardi bassi della rassegnazione, parliamo di emozioni riconciliate con la dignità del genere umano e con la passione della nostra casa comune. Angelo Frieri, lungo tutto il suo esemplare percorso esistenziale,  ha offerto una concreta testimonianza di amore e di speranza, verificando ancora una volta il teorema che, oggi più che mai, abbiamo bisogno di meno testimoni e più testimonianze.

di Gerardo Salvatore