G20: Save the Children, ancora lunga la strada verso un mondo più giusto, più sano e più verde per i bambini

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Il vertice del G20 ha compiuto alcuni passi verso un mondo più giusto, più sano e più verde per le generazioni attuali e future, ma i risultati non sono stati all’altezza delle grandi aspettative di un mondo in cui milioni di bambini e bambine devono ancora affrontare la triplice crisi di Covid, crisi climatica e conflitti, che minaccia di invertire decenni di progressi nella lotta alla povertà e alla disuguaglianza. Pochissimi i progressi tangibili in un G20 che avrebbe dovuto affrontare le questioni finanziarie più urgenti e in cui il sostegno per garantire che le economie nazionali in difficoltà dispongano di risorse sufficienti da investire per il futuro delle prossime generazioni è stato limitato alle parole. Questo il commento di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, al termine del vertice G20 che si è appena concluso a Roma.

L’impegno globale al contributo volontario di 100 miliardi di dollari per i Paesi più bisognosi è sicuramente un punto di partenza – sottolinea Save the Children – ma è necessario che il G20 risponda all’urgenza della situazione raggiungendo il risultato nel 2021 e annunciando un’ulteriore allocazione di fondi per il 2022. Per quanto riguarda il tema dei finanziamenti per lo sviluppo, i risultati del G20 riflettono impegni generali e già concordati, mentre restano in sospeso azioni concrete per accelerare e approfondire la cancellazione del debito per i paesi che si troveranno ad affrontare una decisione impossibile tra ripagare il debito e investire in settori cruciali per i bambini e le bambine, come la salute, la nutrizione, l’istruzione e protezione sociale.

Accogliamo con favore gli impegni del G20 per contribuire ad avanzare verso gli obiettivi globali di vaccinare almeno il 40% della popolazione mondiale entro la fine del 2021 e il 70% entro la metà del 2022, come raccomandato dall’OMS, e per sostenere la capacità di produzione nei paesi a reddito medio-basso, tuttavia non è stata fornita una tempistica chiara per la consegna delle dosi. I paesi del G20 non si sono inoltre impegnati in alcuna nuova condivisione delle dosi di vaccino o i nuovi finanziamenti per l’ACT-Accelerator, dimostrando ancora una volta che la loro promessa di solidarietà globale rimane appunto una promessa. Bisogna ricordare che attualmente solo il 14% delle dosi promesse ha raggiunto i paesi a basso e medio reddito. Nessuno è al sicuro finché non lo saremo tutti, e senza una forte volontà politica che porti ad azioni concrete sulla condivisione dei vaccini, un finanziamento equo e un aumento della loro fornitura, il mondo non riuscirà a porre fine a questa pandemia e a proteggere il futuro dei bambini.

Da sottolineare positivamente il sostegno del G20 per rafforzare il ruolo guida e di coordinamento dell’OMS. L’istituzione di una task force congiunta finanza-salute per rafforzare le relazioni tra salute e finanza e migliorare la capacità di mobilitazione delle risorse è una buona notizia, tuttavia sottolineiamo che qualsiasi istituzione aggiuntiva dovrà attenersi al suo mandato all’interno dell’architettura sanitaria globale.

Sul tema dell’istruzione è importante il riconoscimento da parte del G20 dell’istruzione come strumento fondamentale per una ripresa economica inclusiva e sostenibile e gli impegni per garantire l’accesso a un’educazione di qualità per tutti, con particolare attenzione alle donne e alle ragazze e agli studenti più vulnerabili e per rendere i sistemi educativi inclusivi, flessibili e resilienti. Tuttavia, anche in questo caso, queste affermazioni devono essere sostenute con impegni finanziari e azioni concrete affinchè il diritto all’istruzione sia effettivamente garantito a tutti i bambini e le bambine. Da sottolineare con interesse l’impegno per l’uguaglianza di genere, il ruolo fondamentale riconosciuto all’emancipazione delle ragazze e l’impegno del G20 per garantire la parità di accesso all’istruzione e alle opportunità, comprese quelle nel settore STEM, così come il contrasto agli stereotipi di genere.

Sulla crisi climatica, nonostante le posizioni divergenti dei paesi del G20 su come affrontarla, si è giunti all’importante accordo di proseguire gli sforzi per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C sopra il livello preindustriale e si è inoltre riaffermato l’impegno assunto dai paesi sviluppati per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno a supporto dei paesi in via di sviluppo. Si tratta di un messaggio incoraggiante dai paesi del G20, responsabili di quasi l’80% delle emissioni globali, soprattutto in vista della COP26 che si apre oggi. A Glasgow dovranno infatti essere intraprese azioni rapide, ambiziose e concrete per raggiungere questo obiettivo e aumentare i finanziamenti per il clima a sostegno dei  Paesi più poveri. Aspetteremo che queste parole diventino concrete realtà.