Gelate notturne: via alla ricognizione delle aree colpite in irpinia

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Gelate notturne, il Consorzio di Tutela al lavoro per fare una stima degli effetti dello sbalzo termico che ha colpito nelle ultime ore i vigneti della provincia. “Non è ancora possibile una stima precisa. In questi giorni abbiamo registrato delle gelate importanti che, fortunatamente, hanno colpito a macchia di leopardo”, precisa il presidente Stefano Di Marzo, impegnato in una capillare attività di monitoraggio sul territorio.
Il consorzio ha infatti avviato una sorta di censimento area per area, sollecitando i produttori a redigere un dettagliato report della situazione dei singoli vigneti di competenza. Le zone maggiormente danneggiate sono quelle situate nelle zone più basse, in prossimità di corsi d’acqua. Più rassicurante la situazione in altura, anche se si attendono le prossime ore per fare un quadro compiuto dell’area.
Le escursioni termiche delle notti del 20, 21 e 22 aprile hanno interessato indifferentemente gli areali del Taurasi, del Fiano e del Greco di Tufo, colpendo, in alcuni casi in maniera irrimediabile, le piccole gemme che stavano venendo alla luce proprio in queste settimane, favorite dall’improvviso rialzo delle temperature.
Già l’anno scorso, sempre nello stesso periodo, l’Irpinia era stata colpita da un’ondata di gelo più o meno simile che aveva danneggiato numerosi vigneti.
Anche per questo il Consorzio di Tutela, una volta ultimata la stima delle aree interessate, valuterà l’opportunità di richiedere provvedimenti alle istituzioni competenti, sollecitando sia il Ministero per le Politiche Agricole che la Regione Campania per il riconoscimento delle indennità previste in casi simili.
“Il Consorzio è vicino ai produttori della provincia e faremo quanto nelle nostre competenze e possibilità per sostenere al meglio la filiera vitivinicola irpina, patrimonio straordinario della nostra provincia. In questa fase – conclude Di Marzo – è opportuno che si faccia rete e si collabori attivamente per superare con il minor danno possibile anche questa imprevista emergenza”.