Gennarelli, da Mercogliano negli Usa: vi racconto la mia storia

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Un omaggio alla storia della propria famiglia e insieme a quella dei tanti italiani che, pur avendo lasciato la propria terra, non hanno mai spezzato il legame con le radici. E’ il documentario “Made by Immigrants” del regista americano Carlo Gennarelli. La sua storia parte da Mercogliano, dove sono nati i suoi genitori Alfonso e Carmela per emigrare poi a New York. Sarà lo stesso regista a presentare la pellicola l’8 luglio, alle 17.30, al Movieplex nell’ambito di un incontro promosso dal Comune di Mercogliano e dallo Zia Lidia alla presenza del sindaco Vittorio D’Alessio. A confrontarsi con l’autore sarà Angelo Iermano, studioso di cinema “E’ stata la scoperta di documenti e lettere appartenenti ai miei genitori – spiega Gennarelli – a ispirarmi questo documentario. Ho scoperto vicende legate alla storia della mia famiglia, che non conoscevo. Mi ha colpito, ad esempio, che prima di poter vivere insieme negli Usa fossero rimasti separati per 5 anni perchè mio padre non sapeva come fare per ottenere il visto per l’America. Erano gli anni del dopoguerra, gli ingressi negli Usa erano rigidamente controllati. Di lì è partita un’indagine sulle radici della mia famiglia da cui è nato questo film. Una storia individuale e insieme collettiva. Poichè a prendere forma è anche una riflessione sulla complessa saga dell’immigrazione in America”. Una storia che si fa metafora di quella dei tanti irpini, costretti a cercare fortuna negli Usa “Sarà mio nonno materno – spiega Carlo – a partire per gli Usa negli anni ‘20 in cerca di fortuna, comincia a lavorare come manovale, si sposa, poi torna in Irpinia ed è a Mercogliano che la nonna partorisce Carmelina, mia madre. Quindi di nuovo a New York per fare rientro ancora a Mercogliano. In occasione di uno di questi soggiorni in Irpinia mia madre, non ancora diciottenne. conosce mio padre Alfonso alla trattoria Valente, per loro è amore a prima vita. Lei è costretta a ripartire al seguito dei genitori, ma tenta di ricongiungersi in tutti i modi con Alfonso, capiscono presto che l’unica speranza è la chiamata. Mia madre torna a Mercogliano, sposa l’uomo che ama, poi riparte e ottiene la chiamata per il marito. Finalmente Alfonso può raggiungere la moglie”. Un viaggio quello che consegna il regista, che passa in rassegna anche la storia del nonno paterno Giuseppe Gennarelli e della sua osteria che dava ristoro ai viaggiatori e villeggianti, quello che diventerà il rinomato ristorante Gennarelli. Quanto al legame con l’ Irpinia “Solo poco prima di cominciare l’università – prosegue il regista – ho voluto conoscere la terra delle mie radici e sono arrivato qui con la mia famiglia, ho ritrovato i luoghi dove si erano innamorati i miei genitori e i miei cugini che sono oggi come dei fratelli per me, ho scoperto una terra bellissima”. Spiega, però, come questo film “parte dalla storia della mia famiglia per raccontare quella di tantissimi italiani che sono stati costretti ad emigrare. L’emigrazione è sempre durissima, sia per chi parte che per chi resta. Non sempre era accompagnata da prosperità e successo, molto spesso si dovevano fare i conti con discriminazioni, fatica, sfruttamento e i frutti di tanti sacrifici tardavano ad arrivare. Per tanti anni gli italiani sono stati oggetto di una campagna denigratoria, facevano più fatica degli altri a trovare lavoro, pesavano su di loro l’ombra dei pregiudizi legati alla malavita e al fascismo. Ho raccolto testimonianze terribili”. Ad impreziosire il racconto la voce del bravo attore Paolo Capozzo. Il confronto al Movieplex di Mercogliano sarà anche l’occasione per conoscere Carlo Gennarelli, figura di primo piano nel cinema americano. Durante i suoi 35 anni di carriera in televisione e al cinema, il regista ha vinto 14 Emmy Awards e 2 International Monitor Awards sia come montatore che come produttore. Ha preso parte a una varietà di progetti per tutti i principali canali televisivi americani, contribuendo a importanti programmi di intrattenimento, notizie e sport, tra cui 9 trasmissioni olimpiche, tenutesi in località come Sarajevo, Jugoslavia (1984), Nagano, Giappone (1998), e Torino, Italia (2006).
Carlo Gennarelli è, inoltre, professore alla Hofstra University di New York, dove tiene corsi di produzione e studi televisivi.