“Giallo Ocra” il giallo napoletano di Giusi De Luca

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Di Filomena Carrella

‘Quando un’abile e intraprendente giornalista investigatrice risolve il trentennale mistero dell’assassinio di un noto pittore, nella Napoli dell’arte e della cultura fra intrecci e rapporti originali, con personaggi al di sopra di ogni sospetto. Una scrittura agile e coinvolgente’. Questa la massima che a fine libro accompagna il giallo napoletano, proprio come una bella etichetta e a farlo è il grande giornalista e scrittore Ermanno Corsi. Pubblicato con la Bertoni editore è tutta una storia intrecciata tra passato e presente. La scrittrice ci ha tenuto a precisare che ha scritto la trama principale di ‘Giallo ocra’ nel 1997, sotto forma di racconto breve e che nel corso degli ultimi vent’anni ha sempre rivisto questa storia, perché sentiva una forte esigenza di trasformarla in un progetto dal respiro più ampio. Così tra varie vicissitudini è solo nel 2018 che il racconto prende corpo e da vita a questo sottile, sfuggente ed intrigante romanzo giallo. La storia è ambientata a Napoli, ma c’è anche una tappa in Provenza. Tanti giovani ed interessanti protagonisti tra passione per l’arte tra giornalismo e tra amori e tanta natura. ‘ Il mare d’inverno è un padrone di casa che non ammette intrusioni: manda le onde a respingere ogni tentativo di invadenza’. Il titolo nasce grazie all’esplosione vincente del fortissimo ed intenso colore del giallo che si amalgama al nero della morte, al rosa dei sentimenti, al rosso della passione, al blu del mare, al viola della lavanda creando proprio questo particolare gradazione che viene definita ‘Gaillo Ocra’. È un romanzo corale che affronta moltissime tematiche attuali senza esitare, ma con garbo e delicatezza l’autrice  sviscera la storia, tra un ricordo, una scoperta e tra morte ed amori. Il romanzo si apre con una dedica ‘A mia madre a mio padre, con tutto  l’amore, per tutto l’amore’, quasi a voler sigillare anche le fondamenta di questo romanzo insieme alle persone più importanti della vita dell’autrice. Il racconto inizia con la scena del ritrovamento, nel luglio del 1977, del cadavere di Federico Rinaldi, un pittore napoletano, ucciso con una coltellata dritta al cuore. Il caso è archiviato rimasto irrisolto, ma nell’estate del 2007 Laura e Marco iniziano ad indagare sull’omicidio. L’isola di Procida emerge trionfante in questo racconto, difatti l’autrice ringrazia l’isola per averla aiutata a ritrovare le parole. ‘’Era tornata centinaia di volte a Procida ma, quando dal traghetto avvistava i colori pastello di Marina Grande, sfilava comunque la macchina fotografica dalla custodia e scattava decine di foto, perché la luce non era mai la stessa’’.’ Esisteva tuttavia una primavera, nell’anno e nella storia di ognuno, che avrebbe portato nuovi fiori, là dove la bellezza, morendo, aveva fatto cadere i propri semi nella terra. I rami degli alberi del giardino filtravano l’aria di mare che saliva dalla scogliera, il suono di un’arpa fluttuava leggera nell’atmosfera. Napoli non era mai stata così bella.’ Giusi De Luca è giornalista pubblicista e collabora con diversi quotidiani e periodici. E’ stata protagonista come speaker sia per programmi radiofonici che su alcune tv private ed ha diretto una web tv. Da sempre scritto racconti e poesie. Il suo racconto breve ‘Lo spiraglio’ è apparso nella raccolta ‘Prima leggere, poi scrivere’, edita da Rubbettino nel 2005. Quando non scrive, si dedica alla Fotografia. Laureata in Scienze della Comunicazione, lavora in questo settore da più di un decennio.