Giuntoli il Re Mida azzurro

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Cristiano lo è di nome, marziano lo è di fatto: ebbene sì, se ha acquisito le conoscenze ed i trucchetti, leciti, che governano gli scambi di milioni e di calciatori, nelle due fasi del calcio mercato ( estivo ed invernale), i risultati maturano a vista d’occhio e nei suoi quattro anni e passa alle dipendenze del De Laurentiis, che lo registrerà a busta paga sino al 2024, ha mostrato il suo valore accordandosi con talenti che hanno fatto le fortune del Napoli. E’ uomo di poche parole, nonostante i suoi natali fiorentini, e raramente si concede a taccuini, tv e radio, vuoi per la natura imperturbabile e distaccata, vuoi perché preferisce operare lontano da occhi ed orecchie indiscrete, proprio per il tipo di lavoro che svolge, ed anche quest’anno ha mietuto, e siamo appena alla terza giornata di campionato, un altro successo, garantendo al tecnico Ancelotti le prestazioni di un giovane quasi ventenne, di origini macedoni, con precedenti nella squadra turca del Fenerbahce, Eljif Elmas. Non è del calciatore, di cui stanno tessendo le lodi un po’ tutti, ma del Giuntoli, procuratore sportivo, capace di acquisire alla squadra azzurra il primo messicano nella storia del club partenopeo, Hirving Lozano, di cui bisogna stilare un profilo, sotto l’aspetto delle potenzialità che lo porteranno sicuramente ad insidiare le posizioni del big Marotta e del faccendiere Raiola ( ha, quest’ultimo, un portafoglio di calciatori dal valore inestimabile). Altro pallino il dirigente partenopeo, e viste le prime prestazioni alla Fiorentina non gli si può dare il torto di non avere competenza, lo aveva fissato nel ventiduenne Gaetano Castrovilli , centrocampista dal futuro segnato, ma la Fiorentina dopo aver terminato il prestito alla Cremonese, non ha ceduto alle lusinghe del Giuntoli e lo ha integrato nella rosa della prima squadra della viola. E’ riuscito, il Direttore sportivo del Napoli a piazzare gli elementi in esubero, ad arricchire le casse del club, è stato e continua ad essere il jolly che trasforma le idee, i suoi giri per il mondo alla ricerca di giovani promesse, le conoscenze del mercato, in soldoni per la società cara a De Laurentiis, che di certo è stato lungimirante provvedendo a rinnovargli il contratto, che scadeva nel 2019, per altri quattro anni, mostrando una fiducia cieca nell’abilità del Giuntoli. Si è lasciato andare a dichiarazioni che gli costarono una squalifica, dopo una gara di Coppa Italia contro la Juventus a Torino, scagliandosi con parole di fuoco contro giornalisti RAI e contro l’arbitro, ma di lì in poi, un comportamento retto ed equilibrato, così come lo si vede sempre in panchina accanto al duo padre-figlio Ancelotti, garante della presenza della società al fianco di tecnico e calciatori. Non una parola fuori posto, non un atteggiamento scortese, tutto all’insegna del modello Napoli che il club sta esportando in tutto il mondo.