Gli slalom di Salvini

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Nel centro-destra si rincorrono ormai le proposte più improvvisate e strampalate, avanzate senza alcuna seria riflessione o approfondimento. E ciò  dimostra che la coalizione, pure accreditata di una notevole forza elettorale, non sembra brillare nè per chiarezza di idee nè per coerenza di propositi. Prima la federazione suggerita da Salvini con Fi, che aveva il solo scopo di stoppare eventuali ambizioni della Meloni. Poi la mossa  del Cavaliere, che ha  rilanciato (come solo un grande pubblicitario sa fare), con l’idea di un Centro-Destra Unificato completo di sigla (CDU). Avvertita dal leghista come una trappola tesa per ingabbiare il centro-destra nel gruppone popolare europeo. Soluzione indigesta per Salvini che, in una sola settimana, ha compiuto una nuova capriola: l’alleanza fra partiti sovranisti, con Orban, Le Pen ed altri. Tra cui, udite, udite, Meloni! L’ennesimo colpo di teatro ad uso televisivo dovrà però fare i conti con la loro appartenenza, nel Parlamento europeo, a gruppi molto diversi. Anche questa svolta non è stata affatto preparata. E rimangono forti le diversità di vedute e di interessi tra i sottoscrittori del manifesto europeo dei valori. Tutto questo dimostra l’improvvisazione e l’incoerenza politica del Capitone, che pure sostiene uno dei governi più filo-europeisti.

Il tempo non lavora a favore di Salvini. I sondaggi degli ultimi mesi condannano impietosamente la Lega per Salvini premier ad una continua, lenta erosione di consensi. A fronte peraltro della crescita di Fratelli d’Italia, segno che gli eventuali voti in ingresso nel centro-destra non vengono più intercettati dalla formazione leghista, ma dalla Meloni.  La stessa ricorrente tecnica di sganciamento di Salvini dalle decisioni del governo – che pure appoggia – appare ormai ripetitiva. E incapace di assicurare nuovi stimoli a una narrazione politica che si è  fatta via via più monotona e stanca.  Il leader leghista è il capo di uno dei più vecchi tra i partiti presenti in Parlamento. Un partito che, per i numerosissimi scandali che ha suscitato e per l’assoluta insufficienza politica della sua classe dirigente non sembra minimamente – ai settori più equilibrati e meno faziosi dell’opinione pubblica e dello stesso establishment politico ed economico del Paese – avere la capacità di assicurare la ormai principale mission governativa. Cioè la realizzazione del Next generation Eu italiano.

Sulle decisioni del capitone leghista pesa poi stesso fallimento dell’offensiva leghista al Sud, dove sono stati reclutati senza andare troppo per il sottile anche personaggi discutibili, come alcune inchieste giudiziarie stanno dimostrando. Salvini poi, presto o tardi si troverà ad affrontare il bivio della vita: se non si riuscirà a mandare Draghi al Quirinale, sarà costretto a decidere se fare il killer di uno dei non molti leader italiani di caratura europea se non mondiale!

Ci vorrà moltissima fantasia politica per immaginare di poter tranquillamente liquidare l’esperienza-Draghi, senza perdere i fondi in arrivo dalla Ue ! E perchè, poi? Per riportare al pieno potere un partito che ha ricevuto i proventi della tangente Enimont. Ha dimostrato di non saper ben distinguere tra soldi pubblici e spese private (i 49 milioni di finanziamento pubblico dispersi in mille discutibili rivoli). E di avere una classe dirigente  assolutamente mediocre. Da Cota con le sue mutande verdi.  A Zaia, che ha scaricato su noi contribuenti i diversi miliardi di euro dovuti alla Ue per le quote-latte sforate in Padania.  A Maroni, che sosteneva da titolare del Viminale che la mafia non operava al Nord! A Borghi, fautore dell’uscita dall’euro. A Castelli (che da Ministro della Giustizia saltava dicendo “chi non salta italiano è”.  A Bossi (“Quando vedo il tricolore mi incazzo… lo uso per pulirmi il c…”!). Per  non parlare delle vicende oscure del tesoriere “dei diamanti” Belsito e dei commercialisti vicini alla Lega condannati nei primi gradi di giudizio.  Tutti episodi scandalosi, non sempre culminati  con condanne definitive perchè bypassati per prescrizione o a causa di  leggi del centro-destra che hanno abolito le fattispecie di reato incriminate, ecc. Riuscirà Salvini a far dimenticare tutto questo al popolo italiano?

di Erio Matteo