Governo, opposizione e dintorni

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Le destre hanno saputo leggere ed applicare la nefasta legge elettorale voluta da Renzi, il Rosatellum, ed hanno vinto le elezioni e conquistato il potere, per la prima volta con una donna. La costellazione delle sinistre e del cosiddetto terzo polo, invece, hanno ignorato la legge, non hanno saputo sfruttarla ed hanno perso. Anche un bambino delle elementari non sarebbe incorso in un errore così madornale!

Ma le cose non finiscono qui. Le sinistre continuano a fare errori su errori e si condannano da sole. Continuano ad essere divise e. invece di fare opposizione al governo della Meloni, se la fanno fra loro senza una minima strategia comune. Non a caso la Meloni, che è una donna intelligente ed astuta, sta facendo breccia negli italiani e secondo un recentissimo sondaggio, il suo partito continua a crescere mentre la Lega, Forza Italia e lo stesso PD continuano a scendere.

La coalizione di centro destra ha capito perfettamente che, pur tra contraddizioni che la dividono profondamente, deve dare l’impressione di essere unita se vuole mantenere il governo della “nazione” per l’intera legislatura. La Meloni appare la più moderata dei suoi alleati ed è consapevole di avere la responsabilità storica di trasformare una destra sovranista e barricadera in una moderata, moderna e democratica.

Questo sembra il suo obbiettivo di fondo e in tal senso sta cercando di convincere i partner europei ed anche gli Usa. In politica estera ha sposato in pieno la causa ucraina e l’atlantismo imponendosi, non si sa fino a quando, ai riottosi Salvini e Berlusconi. In piena continuità, anche nella politica economica, con il suo predecessore Draghi dimenticandosi, dopo aver vinto le elezioni, che è stata l’unica oppositrice del suo governo. Intanto aumenta l’uso del contante e il debito pubblico.

Al contrario la sinistra non riesce a trovare una linea comune di una opposizione che, abbandonando i temi del ritorno al fascismo, abusato e antistorico, ci concentri sui temi propri della destra: dal presidenzialismo alla pace fiscale, dalla Flat Tax alla cancellazione della Legge Fornero e del ritorno della quota 40/41. Di contrastare l’invito del nuovo Presidente di non disturbare chi vuol fare, del tutto lontano da un’opposizione che si deve opporre alle cose che ritiene ingiuste e, in questo senso, “disturbare” il manovratore. Meloni farà da equilibratore e dea sintesi delle proposte dei suoi alleati, imponendosi su di loro?  Questo è il problema sapendo che Salvini non può tirare molto la corda con il rischio di spezzarla, mentre Berlusconi sta al governo – anche sotto tutela dei figli- solo per salvaguardare le sue aziende e difendersi dai processi che ancora lo riguardano.

Il Pd è fortemente on crisi di identità e Letta sta traghettandolo verso un congresso che se non sarà rigenerativo nel senso di ritrovare il feeling con i suoi elettori nei vecchi valori di una sinistra riformatrice e progressista, finirà per dissolversi definitivamente. Il M5S, anche con Conte alla guida, non ha abbandonato il populismo e spesso non si mostra coerente in politica estera e su alcuni temi, come i rigassificatori e i termovalorizzatori non è al passo della realtà.

Renzi e Calenda dicono di essere aperti ad una opposizione non pregiudiziale ma sul merito dei problemi e sono pronti al dialogo ma sono pronti a dare una mano, come probabilmente hanno già fatto al senato con l’elezione di La Russa. Il terzo polo è fallito clamorosamente e Calenda, che aveva suscitato tante speranze, ha profondamente deluso. I verdi e sinistra italiana sono troppo piccoli per impensierire la maggioranza.

In questo panorama politico le destre possono cadere solo per demerito loro. A meno di un miracolo.

di Nino Lanzetta