Guarino (Fiamma Tricolore): ritorniamo ai valori di educazione e legalità

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“Ritorniamo ai valori dell’educazione, della legalità al rispetto delle regole civili e soprattutto facciamo in modo che chi sbaglia paga”. L’invito lo lancia Paolo Guarino, responsabile Fiamma Tricolore Irpina.

Lo fa alla luce della questione sociale che sta segnando la provincia, “del triste primato in omicidi, suicidi, spopolamento e abbandono in massa dei giovani e non solo per la mancanza di lavoro, ma anche per il ribadito degrado culturale e sociale. Un declino che se non trova un rimedio comporterà una inesorabilmente deriva oscurantista. Al di là poi di qualsiasi condizione economica, è impossibile nascondere che gli adolescenti siano protagonisti di atti di violenza tanto nei confronti di altri coetanei quanto di persone in difficoltà, di atti di vandalismo e devastazione pura e semplice, senza neppure utilizzare la maschera di un ambientalismo ipocrita e truffaldino”.

L’esponente della destra irpina continua: “Un fenomeno questo di estrema aggressività come quello (dei giorni scorsi) che sovente capita soprattutto per l’incontrollata movida che, sebbene sia coerente e giusta nella stagione estiva, necessita ugualmente di una reale e costante attenzione da parte delle forze dell’ordine addette. Oggi tocca perciò riportare in auge un termine che sembra dimenticato e decaduto: “Educazione”. Esso risuona vuotamente non solo negli ideali e nei valori, parole anch’esse dimenticate, ma innanzitutto nel rispetto civico della città e dei suoi abitanti. In questo momento storico ripristinare un’educazione rispettosa non solo dei diritti dei potenti e dei più abbienti di questa bella Irpinia, ma di tutti a cominciare dal bene pubblico è determinante. Ma chi ci ha portato a tale situazione? L’incapacità dei nostri rappresentanti? Oppure i genitori incapaci di stabilire un dialogo con i propri figli? O, ancora, i docenti non ritenuti una parte fondamentale del processo formativo dei giovani? O, infine, le stesse Istituzioni sin troppo spesso incapaci di dare un segnale di credibilità? Tutte queste domande, qualcuno dirà, sarebbe il caso di porcele come comunità, come famiglia e come istituzione. E solo allora, forse, troveremo una qualche risposta”.

Guarino conclude: “La violenza, il non rispetto delle regole, il “farla sempre franca”, sono stendardo di un comportamento disinteressato, sebbene troppo spesso ci riempiamo la bocca di espressioni come “bene comune”. La verità è che se cose simili accadono sempre più è perché non ci indigniamo e non ci urtiamo più come cittadini di fronte ad atti di violenza così gratuita e senza senso rivolte contro le persone e contro il territorio, nel mentre le istituzioni rimangono sorde preferendo occuparsi d’altro o distraendo il popolino con feste e canzonette“. Di qui l’appello a ritornare ai valori dell’educazione, della legalità, del rispetto delle regole civili.