Hypokritès Teatro Studio: Isaia Sales, Teneri assassini. Il mondo delle babygang

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Da lunedì 30 maggio riparte Lustri Cultura in dies, progetto realizzato dall’Associazione Culturale Hypokritès Teatro Studio per la direzione artistica di Enzo Marangelo. Quest’anno l’evento, giunto alla sua VII edizione, è sostenuto dalla Società Cooperativa Sociale Onlus L’isola che c’è, presieduta da Speranza Marangelo, che lo ospita nel prestigioso Palazzo Macchiarelli a Montoro (AV).

La rassegna si articola in cinque sezioni: Ozio, Etica, Politica, Happening e Residenze, le quali prevedono eventi legati agli ambiti letterario, filosofico e performativo. Il progetto si avvale del patrocinio morale del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli “Federico II” e della Società Filosofica Italiana sezione napoletana “G. Vico”.

Il prossimo appuntamento della sezione Ozio a cura di Renato Siniscalchi si terrà lunedì 30 maggio alle ore 19:00 nella Sala Maggiore del Palazzo Macchiarelli di Montoro, con la presentazione del libro di Isaia Sales, Teneri assassini. Il mondo delle babygang (ed. Marotta & Cafiero, 2021).

Un gradito ritorno a Lustri Cultura in dies, quello di Isaia Sales, docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, tra i massimi esperti mondiali dei fenomeni mafiosi, che presenterà a Montoro  il suo ultimo lavoro. Dopo Storia dell’Italia mafiosa (ed. Rubbettino, 2015) e Storia dell’Italia corrotta, (scritto insieme a Simona Melorio, ed. Rubbettino, 2019), opere fondamentali per capire le vicende del nostro Paese dall’Unità ad oggi, l’autore si sofferma sul fenomeno della delinquenza giovanile che fa di Napoli un caso unico rispetto alle grandi metropoli italiane ed europee.

Dall’analisi, come sempre lucida, penetrante, emerge un fenomeno criminale diverso da quello conosciuto negli anni passati e che, per Sales «l’espressione camorra non riesce completamente a descrivere. C’è la crudeltà giovanile e il gangsterismo urbano, c’è l’ideologia della violenza come legittimazione sociale e la contrapposizione permanente a ogni forma di socialità fuori dal recinto criminale». Con rigore scientifico e passione civile, si pongono interrogativi che non possono rimanere irrisolti, ma si propongono anche soluzioni che chiamano lo Stato e le Istituzioni ad assumere azioni concrete e mirate, pena l’abbandono di intere generazioni all’emarginazione perenne e alla violenza come unica forma di affermazione sociale.