I Cammini di San Michele, itinerari turistici del culto micaelico tra riti sacri e leggende pagane

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Sarà presentato sabato, 20 gennaio, alle ore 11.00, al  Circolo della Stampa di Avellino il progetto “I cammini di San Michele: itinerari turistici del culto micaelico tra riti sacri e leggende pagane”  che è stato finanziato dalla Regione Campania ai sensi del DD n.677 del 01/07/2022 all’APS Associazione “Nuova Dimensione”, Ente capofila del progetto e cofinanziatore dello stesso.

Una progetto nato dall’unione di più forze APS Pro Loco “Compsa”, APS Pro Loco “San Michele” – Città di Maddaloni”, APS “Pro Loco Fiscianese”, APS Associazione Culturale “Gazania”, APS “Pro Loco Buccino Volcei”, APS “Associazione Armando Vegliante”, APS “Vivi Fisciano”, APS “Info Irpinia”, “Comune di Contrada”, “Comune di Maddaloni” (CE), “Comune di Laurino” (SA), “Comune di Valle dell’Angelo” (SA), , “Parco Regionale del Partenio”, “Parco Nazionale del Cilento, Valle del Diano e Alburni”.

Il progetto vuole mettere in rete le realtà sopracitate e i comuni nelle quali queste operano, mappando un nuovo cammino micaelico alla scoperta della Regione Campania.

L’ambito territoriale è stato individuato in base a sub-aree interprovinciali assimilate dai comun denominatori della collocazione nelle aree interne e della venerazione a San Michele Arcangelo.

La prima sub-area considerata va da Maddaloni fino ad Avella, unendo quindi le province di Caserta ed Avellino.

La seconda sub-area si colloca tra l’Irpinia e la Piana del Sele, passando per il Parco Regionale dei Monti Picentini: anche in questo caso il territorio è interprovinciale, giacché si divide tra la Provincia di Avellino e la Provincia di Salerno.

L’ultima sub-area, la terza, riguarda interamente la Provincia di Salerno, ovvero il Cilento interno, e coinvolge il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni.

La sfida è quella di coniugare politiche giovanili ed empowerment dell’incoming turistico nelle aree interne affinché i giovani talenti, opportunamente formati, sviluppino quell’intraprendenza utile a creare un tessuto locale che sia volano e generatore di nuove forme di lavoro e inneschi un circuito di ripopolamento, con conseguenti servizi strutturati ed il ricorso a strumenti e tecnologie nuove, ma conservando e proteggendo i Beni Culturali presenti.