I cattolici facciano la loro parte

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In una mia riflessione su queste pagine, all’inizio di questo anno, auspicavo che l’orizzonte grigio del 2018, si colorasse di una nuova luce sul piano umano, sociale e politico con il nuovo anno 2019. A conclusione di questo mese di gennaio percepisco che il mio auspicio resta disatteso a causa di tanti clamorosi avvenimenti – locali, nazionali e globali – che rendono ancora più oscuro l’orizzonte del 2019. All’interno dell’angosciante tunnel che quotidianamente ci rattrista, intravedo, frattanto, qualche sprazzo di luce che ci conforta. Mi riferisco, a livello mondiale alla straordinaria partecipazione di centinaia di migliaia di giovani a Panama, per la Giornata Mondiale della Gioventù. Lo straordinario carisma di Papa Francesco e la pregnanza delle sue parole hanno suscitato entusiasmo e speranza in un continente dove fortemente si costruiscono muri e non ponti. Ancora una volta Papa Francesco è stato particolarmente vicino agli ultimi, ai giovani detenuti che, dopo averli ascoltati uno per uno, ha risvegliato nel loro cuore profondi sentimenti di speranza e di futuro. Sul piano nazionale, nel buio umano, culturale e politico attuale si rivelano di grande e luminosa speranza, le tante disponibilità di accoglienza per i profughi della nave della ONG tedesca, a partire da Napoli, Palermo e dalla Caritas. Sul piano provinciale, in occasione della ricorrenza centenaria dell’Appello a Liberi e Forti di Don Sturzo, abbiamo registrato un risveglio culturale e politico significativo per l’iniziativa promossa dalle ACLI di Avellino, dal Comune di Grottolella e quello di Ariano Irpino, nonché le riflessioni trasmesse in diretta da una televisione locale sul pensiero sturziano e la sua straordinaria attualità, con interviste ad esponenti di rilievo del mondo cattolico cittadino. Questo risveglio non può non interessare tutto il laicato cattolico associato che, nella diocesi di Avellino, ha una storia significativa. Questo laicato cattolico associato, da parecchio tempo, sta mettendo in cantiere percorsi di approfondimento ed iniziative, con la consapevolezza e il coraggio necessari per costruire concretamente progetti socioculturali sollecitati dal nuovo umanesimo sociale di Papa Francesco, per uscire dalla deleteria condizione di irrilevanza e di frammentazione che ha contribuito certamente all’avvento dell’attuale deriva politica. Riscoprire, dopo cento anni, l’attualità e la pregnanza del pensiero sturziano può costituire indubbiamente un punto di partenza per ricostruire una comunità, a tutti i livelli, con dei principi valoriali di fondo – compresa la piena consapevolezza dei diritti e dei doveri di ogni singola persona – che fanno da connettivo per la migliore coesione sociale. In particolare, lo sforzo da compiere, all’interno del laicato cattolico è quello di impegnare concretamente sul piano sociale e politico figure professionali valide e competenze necessarie per uscire dall’attuale e dilagante populismo. Ormai siamo tutti consapevoli che l’attuale deriva della situazione politica italiana è frutto di un processo irreversibile negativo, avvenuto anche perché i “liberi e forti” – io oso aggiungere i capaci – hanno preferito la comoda posizione aventiniana, spesso preferendo qualche utile rapporto clientelare con i potenti di turno. Siamo arrivati al punto che i rischi di questa deriva investiranno le nuove generazioni – i nostri figli, i nostri nipoti – che avranno tutto il diritto di domandarci cosa abbiamo fatto di concreto per scongiurare tali rischi. È tempo, dunque, che anche i cattolici, con la disponibilità al dialogo di sempre, insieme a tutti quelli di buona volontà, mettano mano all’aratro per dissodare il terreno incolto della situazione italiana a tutti i livelli.

di Gerardo Salvatore