I misteri di Avellino

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Cè una parte della città che politica e forze sociali dovrebbero attenzionare con scrupolo e rigore. E’ la zona che da via Di Pietro giunge su via Annarumma interessando Campo Genova, lo spiazzale dello stadio Partenio, la parte residenziale nei pressi dell’ospedale Moscati e, dal lato opposto, quello che doveva essere il polo scolastico. Questa zona, di relativamente nuova espansione, è molto appetibile ed è proprio qui che si potrebbero consumare patti scellerati. Gli Avellinesi di una certa età ricordano che nei decenni passati quella zona si caratterizzava per essere aperta campagna, tanto periferica da consentire addirittura di compiere l’omicidio ai danni di Altobelli Capobianco i cui autori dopo oltre trenta anni sono ancora sconosciuti. Con il passare degli anni il cemento non ha risparmiato quell’area su cui sono sorti edifici e altri ancora sono in itinere aggredendo il già poco verde della città, senza peraltro garantire un’adeguata viabilità con la realizzazione di bretelle di ricongiungimento tra una strada e l’altra opposta. In realtà non mi sembra che qualcuno (penso soprattutto all’op – posizione consiliare al Comune di Avellino) abbia sollevato il problema sul futuro di questa area diventata molto appetibile. Anche la polemica sullo spostamento del mercato settimanale, penalizzando gli ambulanti, non è andata oltre lo scontro senza mai approfondire i motivi di una decisione ancora oggi avvolta nel mistero. Lo stesso dicasi per campo Genova dove tra Asl, Arpac e Comune non si riesce a trovare il bandolo della matassa. E poi c’è la ricostruzione dello stadio Partenio che cade proprio nella stessa area. Si tratta solo di coincidenze o c’è dell’altro? Il mitico e purtroppo per lui non ossidabile Giulio Andreotti quando non ci vedeva chiaro amava dire: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”. Tutto qui aspettando che il sindaco Festa faccia chiarezza.

di Gianni Festa