I politici sono sotto l’ombrellone

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Un tempo, i “ci nematografa ri”mandavano i loro collaboratori sulle spiagge e nei locali, alla ricerca di personaggi da utilizzare nei film. Da lanciare, quindi, come attori Dopo molti anni, la politica –sempre più vicina alla recitazione sembra seguire percorsi analoghi,sia pure con metodi meno primitivi. Ma davvero efficaci? I mass-mediahanno rivelato, nei giorni scorsi, che sia Renzi sia Berlusconi sono alla spasmodica ricerca di nuovi candidati per le ormai prossime elezioni politiche. Esembrache lascrematuradeipossibili prescelti sia fatta tramite dei casting. Ovviamente, queste indiscrezioni hanno gettato in subbuglio la vastissima platea di uscenti dei due partiti. In particolare, i tanti con diverse legislature alle spalle non accettano di essere giubilati (con tutti gli onori anche economici) senza reagire. E si può finora scommettere che il finaledi legislatura rischiadi esseredavveropirotecnico, pericolpidi scena cheriserverà, sia perchéil Senato è ridotto ormai a una pericolosissima, viscida palude, sia per i colpi di coda da mancate candidature.

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Conil nuovometodo,fondato sucurriculum e casting, l’ex Cavaliere ha un’antica consuetudine. Chi non ricorda, all’epoca della sua discesa in campo,le conventionpolitiche,novità assoluta per l’Italia, o il kit dei candidati? Anche i metodi televisivi, tuttavia, sono stati applicati non sempre con successo alla politica. In fondoanche luierapartito conl’innova tivo disegno liberale diaprire alla società civile larappresentanza governativa e parlamentare(con personalità tipo Urbani, Vertone, Pera, Renato Ruggero, Dotti, Della Valle, Frattini, ecc.). Ha poi ripiegato sulla difesa aziendale e su una falange di politici divenuti di mestiere. Ora, la scelta di volti nuovi e diversi dovrà fare i conti anchecon le stratificazioni di un pregresso ormai più che ventennale. La riottosa e variegata realtàinterna nonsarà facilmenteliquidabile, se non a prezzo di una emorragia di consensi.

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Anche sul versante del Pd, la necessità divolti nuovirischia discontrarsi con quella di presenze radicate nei territori. Tuttavia, il panico si è già diffuso tra i parlamentari, non molto disponibili al sacrificio in nome di una presunta, doverosa generosità versoilpartito. AlNazarenosiintravede un disegno lacrime e sangue soprattutto per franceschiniani e orlandiani, da ridurre a una sparuta pattuglia. Anche i renziani ortodossi non hanno però da stare allegri. La presunta “macronizzazione”del pdcon l’inserimento di numerosi esponenti della cosiddetta società civile passerà inevitabilmente attraverso la decapitazionedi moltifedelissimi. InfattiilPd,senza ilpremiodimaggioranza di cui ha potuto usufruire nelleelezioni 2013,avrebbemoltissimi deputati in meno. Perciò, tenuto conto dell’alto numero di capilista bloccati, le elezioni per gli altri sarebbero una carneficina. In un momento in cui il suo leader appare fiacco nei sondaggi,circondato dadiffidenzee poco chiaro nelle sue strategie, potrà mai riuscire questa tardiva operazione di definitivo sganciamento dalle radici ideologiche del Pd?

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E’dubbioche curriculaecastingriescano, con i loro lati oscuri, a ricreare una classe dirigente (di cui ormai si è persa memoria). Essi rischiano di catapultare in Parlamentoun mucchio di bellocci, nel caso migliore solo una nuova tecnocrazia professionale. Indifferente ai bisogni delle persone. Priva di disciplina politica. Pronta ad abbandonare la nave alle prime difficoltà. Ead incrementareperciò quel trasformismo, anche di alto livello, che ha costituito la vera etichetta della cosiddetta seconda repubblica !

di Erio Matteo (edito dal Quotidiano del Sud)