I successi e l’orgoglio

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Non so voi, ma io a sentire, e risentire, l’inno nazionale italiano mentre il tricolore s’impennava verso il cielo ho avuto i brividi per la grande emozione. Mai come in questa fase della vita del Paese lo sport consegna, oltre alle medaglie, quel forte senso di appartenenza che sembrava smarrito solo qualche anno fa. Il successo di Roberto Mancini e degli azzurri, nelle notti europee di calcio, avevano già dato un primo assaggio di una straordinaria partecipazione di popolo ai colori nazionali. Il resto, tanto come mai prima, è venuto con le Olimpiadi di Tokyo grazie a Jacobs e le medaglie dei giovani meridionali come la campana Irma Testa e la pugliese Antonella Palmisano per citarne solo due, che hanno portato l’Italia negli alti posti del medagliere dei successi olimpici. Ecco allora l’Italia migliore nella simbiosi di protagonisti e spettatori. Il Paese di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica il cui impegno per la pace e la convivenza sociale ha rappresentato il valore più significativo, proprio quando il Paese sembrava franare verso gli abissi. Ed è stato il Capo dello Stato, con la sua mitezza, a scegliere per la presidenza del Consiglio dei ministri Mario Draghi che, con il suo indiscusso prestigio internazionale, ha ridato orgoglio al Paese litigioso della politica in crisi. Tutto questo è avvenuto in poco tempo, nonostante il mostro coronavirus, mentre la collocazione del nostro Paese nel mondo è andata velocemente crescendo. Il tempo delle grandi emozioni ha nutrito le speranze per il futuro. E su di esso si apre la nuova sfida. Sarà il tempo dei fatti a non disperdere le conquiste sin qui ottenute. La capacità di utilizzare le risorse Ue, cadute come manna dal cielo europeo, nel modo giusto e produttivo per creare infrastrutture, lavoro e sicurezza. Una sfida che dovrà vedere il Mezzogiorno recuperare i tanti ritardi e favorire il rinnovamento della classe dirigente, promuovendo giovani meritevoli e competenti. Solo così ci saranno altri brividi di orgoglio che accompagneranno il tricolore verso alti pennoni.

di Gianni Festa