Il 99 Posti protagonista al festival “Teatro XS Città di Salerno” con “Uscita di emergenza”

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Il Teatro 99 Posti protagonista al Festival Nazionale di Teatro XS – Città di Salerno con “Uscita di Emergenza” di Manlio Santanelli. Domenica 4 febbraio, alle 19, la compagnia irpina sul palco del Teatro Genovesi a Salerno con Paolo Capozzo e Alfonso Grassi per la regia di Gianni Di Nardo. Uno spettacolo che conferma la capacità della realtà irpina di superare i confini provinciali

“Rileggendo quest’opera scritta nel ’78 mi è balzata agli occhi immediatamente la sua feroce attualità – scrive Di Nardo nelle note di regia – Due umani di fronte al dramma di un’esistenza vuota che, come topi di laboratorio, compiono azioni cicliche ed estenuanti. Ho cercato con l’aiuto di Paolo ed Alfonso di far convivere in Cirillo e Pacebbene comicità e dramma, farsa e tragedia, in un rincorrersi ossessivo per poi riapprodare al punto di partenza. Il passato apparentemente oscuro che si svelerà nel suo progressivo evolvere è il tempo in cui si svolge l’azione; una gabbia il luogo. La Precarietà come ragione di vita è lo spazio. Una sola domanda resterà alla fine: Cirillo e Pacebbene troveranno mai l’Uscita d’emergenza?”

Cirillo e Pacebbene si sono rifugiati in un appartamento che il bradisismo dei Campi Flegrei ha reso pericolante. Messi a dura prova da un’esistenza che ha lasciato loro soltanto l’amaro sapore della memoria, i due vivono in stato di precarietà crescente che ad ogni sussulto del terreno allarga le crepe dei muri e della loro esistenza rimescolata continuamente da brandelli di ricordi.

Minacce, sospetti reciproci, equivoci e travestimenti sono oramai il loro gioco quotidiano, un gioco ricorrente e ripetitivo che riempie il vuoto di una vita inesorabilmente imprigionata in un appartamento-tana-rifugio dal quale non riescono o non vogliono scappare.

Parole ossessivamente ripetitive, li avvolgono in una spirale al contempo comica e drammatica che li riporta ogni volta al punto di partenza.

Scritta nel 1978, quest’ opera di Manlio Santanelli trae spunto da una condizione di vita vissuta dallo stesso autore nei suoi anni a Pozzuoli.