Il cinema che non si vede, “Amaranto” a confronto con Arminio

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Racconta ancora una volta lo sguardo delle donne “Il cinema che non si vede”, rassegna dedicata allo sguardo delle donne promossa da Ucca con il contributo della Regione Campania in partenariato con Arci nazionale, ARCI Salerno, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Doxa Circolo Arci, Kinetta spazio Labus, Marea, Textures Collettiva, Zia Lidia Social Club. L’appuntamento è per oggi, dalle 10 alle 24, con la visione in streaming gratuito di “Amaranto” di Emanuela Moroni e Manuela Cannone su questa pagina del sito Ucca. La pellicole sceglie di partire dall’allarme lanciato dai movimenti ecologici globali che sottolineano la necessità di cambiare stile di vita se si vuole salvare il futuro del pianeta. Di qui la scelta di proporre esempi di stili di vita alternativi al consumismo più meccanico. Dal maestro elementare Franco Lorenzoni che si sofferma sul suo metodo educativo nella casa laboratorio Cenci ad Amelia (Terni) alla contadina e utopista Etain Addey che spiega come si è avvicinata alla vita agricola. Fino all’ostetrica e saggista Verena Schmid, attiva a Firenze, illustra i perché fisiologici e filosofici del suo sostegno al parto naturale.  Alle ore 19.00 spazio al live con le Autrici e Chiara Rigione (kinetta) e Michela Mancusi (Ucca) visibile sulle pagine Facebook de “Il cinema che non si vede”, di UCCA e dei partner come Zia Lidia Social Club e al paesologo Franco Arminio, che da sempre sottolinea la necessità di riscoprire un rinnovato rapporto con la realtà che ci circonda, a partire da un legame forte con la natura.