Il collettivo studentesco: casette di Natale e progetto scuola-lavoro, no allo sfruttamento

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“Ci battiamo per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, crediamo sia vero e proprio sfruttamento legalizzato, pertanto irriformabile. Non c’è nessuna formazione nello sfruttamento degli studenti per il profitto delle aziende o delle scuole”.

 

Così il Collettivo Studentesco Irpino che solleva il caso, alla luce della notizia secondo cui  a stare in alcuni degli stand dei mercatini di Natale ad Avellino, ci saranno gli studenti di una scuola superiore del capoluogo irpino, nell’ambito di un progetto scolastico legato al PCTO, noto anche come alternanza scuola-lavoro.

“Lo apprendiamo proprio dagli studenti e dalle studentesse, che dovranno obbligatoriamente prendere parte a tale progetto – si legge in una nota del Collettivo- Per il profitto delle aziende, con le quali le scuole fanno accordi -o che sono aziende legate alla scuola-, in orari proibitivi e anche nei giorni nei quali i ragazzi e le ragazze dovrebbero poter godere delle vacanze natalizie o semplicemente del proprio tempo libero, questi lavoreranno gratuitamente in alcune casette dei mercatini. A ciò si aggiunge il progetto del PCTO ai quali le studentesse e gli studenti della scuola in questione hanno dovuto aderire, che prevedeva la produzione degli oggetti che saranno venduti. Una produzione (per la quale era necessario se non obbligatorio il versamento di un contributo economico) che avveniva senza retribuzione per gli studenti, e senza sicurezza, il rischio di infortunio per realizzare tali oggetti, è alto. Non solo lo sfruttamento per produrre tali oggetti, ma anche lo sfruttamento aggiunto nella vendita. Inoltre è difficile reperire informazioni riguardo l’azienda collegata alla scuola alla quale andranno i ricavati delle vendite, che non è possibile sapere con chiarezza dove saranno destinati”.

E tutto “nel silenzio assordante delle istituzioni e dell’opinione pubblica riguardo le condizioni alle quali noi studentesse e studenti siamo sottoposte/i ogni giorno, per cui, come  Collettivo Studentesco Irpino denunciamo a gran voce lo sfruttamento ai quali sono sottoposti gli studenti e le studentesse che dovranno lavorare sfruttati/e e al freddo”.

L’appello è rivolto agli studenti stessi, perché “hanno diritto a studiare e ad avere il proprio tempo libero, non a lavorare senza retribuzione e sicurezza”.